Il Tirreno

L’associazione: e da ora in poi più partecipazione alle decisioni

«No chiaro di Firenze alle scale mobili» La replica di Italia nostra alla Nardi

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 MASSA. La vicesindaco Martina Nardi lo ha detto a chiare lettere: le scale mobili non si sono fatte «per ostacoli politici e non per problemi tecnico-progettuali». Una dichiarazione su cui fa chiarezza Italia Nostra che il progetto non lo ha mai condiviso. «Volendo evitare ogni possibile polemica con gli amministratori - scrive l'associazione - riportiamo i punti essenziali che hanno costretto al ripensamento, se non all'abbandono, del progetto delle scale mobili al castello». Italia nostra cita «l'assenza del processo partecipativo richiesto dal Piuss: ai cittadini, nei 15 incontri, era stato presentato un progetto per ascensore e funicolare e non per le scale mobili. I soldi pubblici - prosegue, individuando un secondo punto - non possono essere impiegati per costruire manufatti che non abbattano le barriere architettoniche, come disposto dalle leggi. Il progetto della scala mobile approvato dalla Soprintendenza - continua l'associazione - non rispondeva alla finalità del finanziamento concesso: cioè accorciare la distanza tra città e castello, ma la strada da percorrere a piedi rimaneva la stessa». E ancora: «Il parere decisamente negativo del comitato tecnico scientifico del ministero dei Beni Culturali che doveva esprimersi sulla tutela della collina (scale mobili) e del castello (spazi commerciali e mercatali). E infine, al 31 marzo 2011, i progetti mancavano di Via, Vas (valutazioni di impatto ambientale ndrr) e dei pareri necessari di alcuni uffici». A tutto ciò si aggiungerebbe anche la «nullità di alcune conferenze dei servizi».  Italia Nostra chiede, in conclusione, che «i cittadini vengano coinvolti nella scelta dei futuri progetti da finanziare e segnala come esigenze prioritarie la costruzione di parcheggi e la messa in sicurezza della chiesa di Santa Chiara, anche in funzione della prossima acquisizione del castello da parte del Comune».

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