Il Tirreno

Parole forti del premio Nobel Shirin Ebadi al gran finale del Children’s Pride

L'appello: «Boicottate i prodotti che sfruttano l'immagine dei bambini»

Luca Menconi
Il sindaco Angelo Zubbani e il Nobel Shirin Ebadi
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Il sindaco Angelo Zubbani e il Nobel Shirin Ebadi

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 CARRARA. Per difendere i bambini siano gli adulti a boicottare le industrie che li sfruttano, anche utilizzando l'immagine dei più piccoli. È una delle frasi forte del premio Nobel Shirin Ebadi nella giornata conclusiva del «Children's Pride», organizzato a Carrara nell'ambito del Salone Internazionale del Diritto all'Infanzia e al quale hanno partecipato in tre giorni oltre 35.000 persone. «Boicottate i prodotti che sfruttano l'immagine dei bambini»: Ebadi si è rivolta così ai genitori perchè scelgano con coscienza, evitando quei marchi che non rispettano i più piccoli, usandoli a fini pubblicitari.  «Una grande donna per un grande evento in una grande città». Così il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, aveva presentato la dottoressa Shirin Ebadi, vincitrice del premio Nobel per la pace nel 2003, coraggiosa avvocato iraniana che, da anni, nel suo paese, lotta per garantire un futuro migliore alle donne ed ai loro figli.  La dottoressa Shirin Ebadi, affiancata da un'interprete, ha comunicato le linee fondamentali del suo pensiero. «La cosa più importante - ha affermato la fondatrice dell'organizzazione Defenders of Human Rights Center - è che i bambini siano sempre al centro, e non al margine, delle scelte politiche ed economiche». «Così non è sufficiente che la Convenzione Onu per i diritti dell'Infanzia sia solo ratificata - ha spiegato - ma anche che le sue disposizioni vengano rispettate». Tutte condizioni che, in Iran, non sono rispettate, dato che, come denunciato dalla premio Nobel, ancora oggi sussistono discrimazioni nei confronti delle donne e misure "cattive" nei confronti dei minori, come la condanna a morte. Certo è migliore la situazione per le nuove generazioni occidentali, ma anche qui la Ebadi ha invitato a rimanere vigili ed attenti. «L'opinione pubblica internazionale ha un ruolo essenziale nel promuovere le cause umanitarie, dal boicottaggio dei prodotti industriali realizzati sfruttando il lavoro minorile alla denuncia delle violazioni dei diritti degli individui». Se, dunque, in Iran, il problema è ancora nel sistema giuridico, in Italia, come nel resto d'Europa, resta piuttosto di natura culturale. «Approntare città a misura di bambino deve essere una priorità di tutti: amministrazioni e cittadini». «Spesso i governi ritengono - ha sottolineato con ironia la premio Nobel - che, essendo i bambini piccoli, abbiano bisogno di piccole spese: non è così». Ma dove reperire i fondi? La dottoressa iraniana ha le idee chiare: «Tagliare drasticamente nel settore militare ed indirizzare anche solo un 10% delle risorse così ottenute alle future generazioni, risolverebbe molti problemi: non solo economici, ma anche formativi, dato che molto di quello (come videogiochi e giocattoli) che circonda i bambini è improntato ad un culto della violenza diseducativo e controproducente». La conferenza si è conclusa con un augurio da parte della Ebadi, che poi si è fermata a salutare i tanti piccoli sostenitori che la ascoltavano: «Spero che alla mia prossima visita a Carrara, la città sia completamente a misura di bambino: è già sulla buona strada ed è importante continuare a percorrerla».

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