La manifestazione
I finiani all'attacco sul Pignone: «Bonifica? È smentita da un documento comunale»
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Uno dei giganteschi moduli in fase di costruzione 1 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Ancora dubbi sull'insediamento del Pignone nell'area retroportuale arrivano da David Chiappuella, portavoce dei finiani. Lo spunto è la lettura del «Documento preliminare ai fini della verifica di assoggettabilità alla procedura di Vas». Il documento relativo alla valutazione ambientale è stato redatto a ottobre dalla biologa Antonella Grazzini e dall'architetto Fabio Nardini, ed è allegato alla delibera n. 514 del 3 novembre scorso, con cui la giunta comunale di Carrara ha approvato la variante urbanistica che consentirà l'uso dell'area retro portuale a fini industriali. Scrive Chiappuella: «La notizia più allarmante è legata al fatto che, sebbene il nuovo stabilimento industriale sia già stato inaugurato lo scorso 29 settembre, i due professionisti affermino, a pag 67 del documento, che nella zona in questione "non sono stati ancora attuati interventi di bonifica del sito contaminato inserito nel Sin". Secondo la Grazzini e Nardini, infatti, "uno degli elementi di maggior criticità per la zona" sarebbe proprio "l'inquinamento del suolo e delle acque sotterranee", per cui "risulta positivo ogni intervento volto alla bonifica del Sin"». E ancora: «l'utilizzo comporta necessariamente l'attuazione in maniera sinergica di interventi di bonifica». A detta dei finiani, sarebbero quindi smentite le rassicurazioni fornite da Assindustria e secondo cui sarebbero già state effettuate le bonifiche. Incongruenze vi sarebbero poi anche nei volumi di gas metano che verranno bruciati a Carrara.
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