Finanza
Verso la scomparsa dei cinema cittadini
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VIA DORSALE. Le scale che portano al secondo piano e larea parcheggi Lo Splendor chiuderà. Astor già chiuso: dopo 25 anni si scopre che la caldaia non è a norma
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MASSA. Tutti al cinema in zona industriale. L'apertura, ormai imminente, del multiplex da 7 sale e 1.230 posti porterà con sè la chiusura delle sale cittadine. L'Astor di via Bastione, del restgo, è chiuso da quasi un mese. Un sopralluogo dei tecnici della commissione di vigilanza (formata da Asl, vigili del fuoco, Comune e altri enti che riodicamente controlla gli standard di sicurezza) ha accertato che l'impianto di riscaldamento è fuori-norma e deve essere spostato, per ragioni di sicurezza. Un intervento che richiederà investimenti per oltre 100mila euro. «Noi - spiega Kinda Ferri, che con la famiglia gestisce Astor e Splendor e che è socia nella Gesco con Filiberto Scarpellini - puntavamo a mantenere l'Astor in attività. Proprio perchè in pieno centro e "non in concorrenza" con il multiplex. Ma l'inagiblità del locale, che arriva dopo 25 anni di attività in cui non ci era mai stato evidenziato questo problema, ci fa rivedere i nostri progetti». Destino segnato anche per lo Splendor: «Sarebbe un doppione della nuova multisala, quello lo chiuderemo», dice ancora la signora Ferri. Risultato: neanche una sala da Montignoso (il cinema Rosi ha chiuso da anni) alla Lunigiana (ad Aulla il cinema Nuovo è stato gravemente danneggiaot dall'alluvione). Passando per Massa - dove le due sale gestite dalla famiglia Ferri chiuderanno- e da Carrara, dove sono chiusi Supercinema, Marconi-Politeama e Garibaldi. Facile, dunque, pronosticare un successo per la nuova multisala, dove si potrà arrivare in auto, torvare facilmente parcheggio e anche bar, punto ristoro ed entertainement vari. Non solo. Nei progetti della Gesco di Scarpellini-Ferri c'è anche l'idea suggestiva di realizzare una ottava sala nel complesso di via Dorsale. Sulla grande terrazza dello stesso complesso ex Dalmine. Con buona pace delle arene estive. Insomma, cambia tutto per chi va al cinema. E un po' anche per le nostre città. C.F.
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