Il Tirreno

Piano sanitario regionale
Cgil medici: attenti all’area vasta

«Si salvaguardino le attività locali specialistiche»

«Si salvaguardino le attività locali specialistiche»

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 CARRARA. Anna Baldi, rappresentante Cgil medici dell'Asl 1, membro del consiglio sanitario regionale e coordinatrice regionale medici Cgil, considerando che «il 28 prossimo va in giunta toscana il piano sanitario regionale, che poi passerà al consiglio», invita a riflettere su cosa comporterà per gli ospedali locali e provinciale essere inquadrati nell'Area vasta. «L'Area vasta diventa il livello ottimale per la programmazione in rete delle attività ospedaliere, con riferimento ai volumi di attività. Cosa deve stare all'interno dei piccoli ospedali sotto i 120 posti letto è ben definito, in pratica saranno punti di erogazione delle cure intermedie; invece è meno chiaro cosa deve stare negli ospedali intermedi, dai 150 ai 400 posti letto, perché secondo il Piano sanitario regionale si ridefiniscono le attività (secondo i volumi) prendendo come bacino di utenza l'area vasta. Attenzione: non far svuotare gli ospedali periferici per le specialistiche».  «L'ambito decisionale - aggiunge - è più ampio del comune o della provincia, occorre far valere le eccellenze presenti nell'azienda e definire percorsi chiari nell'ambito della rete ospedaliera di area vasta. Creare strumenti per la concertazione. Attivare una concertazione di area vasta subito dopo l'approvazione del Pissr da parte del consiglio regionale, dove siano rappresentate aziende (con i direttori generali), organizzazioni sindacali del comparto, mediche e Spta».

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