Il Tirreno

La città ferita. Sono 84 le famiglie in cerca di un tetto. Simoncini: stiamo completando la conta dei danni e poi partiremo

Sfollati, una lotta contro il tempo

La delegazione di sfollati ricevuta in Comune
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La delegazione di sfollati ricevuta in Comune

Incontro tra sindaco e rappresentanti dei cittadini rimasti senza casa

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 AULLA. Sfollati in Comune per ricordare che la furia dell'acqua è rimasta dolorosamente impressa nella mente e che i fatti del 25 ottobre continuano ad avere una scia di problemi legati alla ripresa della normalità: Tali eventi eccezionali, oltre al danno immediato ne producono seri collaterali, la cui soluzione non sempre può coincidere con un breve periodo di tempo.  Anche se il l'emergenza è passata, l'amministrazione comunale sta cercando di tamponare i problemi sul percorso che porterà alla ricostruzione; l'emergenza più importante ora è quella di ridare un tetto agli sfollati. Al momento sono 84 le famiglie senza casa che provengono da quartiere Matteotti, via Lunigiana e via Resistenza, adesso ospitati sia nelle strutture recettive del comprensorio che a casa di parenti o amici, in attesa che i tecnici che il Comune ha inviato a ispezionare i luoghi del disastro terminino il loro compito e presentino l'ammontare dei danni: un lavoro lungo e complesso, ma l'amministrazione sta cercando di correre.  «Abbiamo chiesto alla Provincia nuovi tecnici - afferma il sindaco Roberto Simoncini - per avere una maggiore velocità di risposta, da domani si ripartirà per completare al più presto questa prima fase, per potere passare poi all'azione».  La stessa città è ancora profondamente segnata dalle cicatrici che la bomba d'acqua ha impresso sul territorio, e si sta cercando anche la maniera di dotarla di argini che consentano una maggior protezione, non solo in caso di eventi atmosferici straordinari, ma anche per le normali piene.  Sono diverse le iniziative che il Comune sta varando per cercare di porre riparo a una situazione precaria: il tempo di permanenza nelle strutture alberghiere però non ha dei paletti temporali e dipenderà da quanto sarà necessario fare per portare in condizioni di sicurezza le abitazioni. I tempi saranno quindi dettati dai tecnici dell'Erp. La finestra temporale andrà da un mese fino a un anno. «Stiamo cercando di trovare un accordo con le banche affinchè chi ha subito danni alla proopria casa possa, attraverso l'accesso a finanziamenti che coprano la cifra necessaria per le riparazioni» ha aggiunto il sindaco.  Un anticipo quindi, che sarà poi sovvenzionato dalle casse comunali. Le strutture coinvolte potranno essere ripristinate grazie a un contributo, che sopperirà fino al 75% dei costi. I fondi raccolti con le varie forme di solidarietà che si sono attivate sin dalle ore successive al dramma, verranno usati per comprare i mobili che la corrente ha distrutto o reso inutilizzabili; al vaglio anche l'ipotesi che le porte blindate delle case possano essere aggregate a questo elenco. Gli amministratori, nell'ultima delibera emessa hanno messo poi a punto altre forme di sostegno per chi dovesse trovare una casa in affitto, il Comune contribuirebbe al pagamento del canone con cento euro a persona, fino a un massino di 400 per famiglia e di 200 per le persone sole.  «L'emergenza è passata - ha detto Simoncini durante l'incontro con gli sfollati - ora non resta che rimboccarsi le maniche e ripartire». Cr.B.

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