Finanza
Lesponente di Idee in comune: è lunico strumento per fare chiarezza sulal tragedia del 25 ottobre
No alla commissione d'indagine
Gianluca Uberti
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Il palazzo comunale di Aulla Disappunto del consigliere di minoranza Matteo Ratti
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AULLA. Per ora non c'è alcuna commissione consiliare d'indagine ad hoc sull'alluvione. È per questo che il consigliere di Idee in comune, Matteo Ratti, apre le ostilità contro la maggioranza a seguito del consiglio di giovedì, quasi interamente incentrato sull'onda che ha portato morte e distruzione. «Considero estremamente grave - esordisce Ratti - il comportamento della maggioranza durante l'ultimo consiglio che approfondiva i fatti del 25 ottobre. La decisione di rigettare e di rifiutare la proposta della commissione d'indagine, da noi richiesta alle alte cariche comunali, è un atto moralmente inaccettabile ed eticamente incomprensibile. Non un consigliere dei vari gruppi di maggioranza si è espresso a favore di questa proposta, prevista dal nostro regolamento e che sarebbe nata senza bisogno di nessuna sottoscrizione, se a richiederla fossero stati il sindaco o la presidente del consiglio. Abbiamo dato i giusti meriti all'impegno profuso da ogni assessore nei giorni delle difficoltà, ma, vista la gravità dell'evento, è giusto fare chiarezza sulle procedure di sicurezza del Comune sul piano di Protezione civile comunale e provinciale per capire cosa è mancato e per cercare di migliorare l'intero sistema di prevenzione. Stiamo parlando della sicurezza dei cittadini e di un evento che poteva essere ben più tragico: queste cose dovrebbero interessare tutti, soprattutto chi amministra». Secondo l'esponente di Idee in comune, invece, prevarrebbero «le logiche di bottega e le negazioni politiche strumentali, anche davanti a una richiesta di chiarezza che tutti cercano. Non ci si nasconda dietro al pensiero che dovranno essere altri a indagare, poiché le indagini della Procura non limitano il regolare andamento della vita amministrativa della città. Rimane il fatto che, negando la commissione d'indagine interna presieduta da un membro della minoranza, si forzano le procedure democratiche e si dimostra poca serietà verso i cittadini. L'unica commissione che può fare chiarezza sui fatti, con tempi e limiti precisi, è quella d'indagine che tanto spaventa la maggioranza: non esistono altre soluzioni interne o commissioni autorizzate a occuparsi di questo».
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