Toscana
Frana di Mirteto, è l’assessore Ofretti il politico nel mirino della procura
Ofretti, in qualità di componente della giunta, aveva approvato la delibera che dava il via ai lavori di somma urgenza sulle colline del Mirteto, dopo la frana del 2008
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MASSA. È Andrea Ofretti, assessore all’Ambiente, il “politico” finito nel mirino della procura di Massa nell’ambito dell’inchiesta sulla frana di Mirteto. «Abuso di ufficio» è il reato ipotizzato a suo carico dai sostituti Federico Manotti e Rossella Soffio che coordinano l’indagine. Ofretti, in qualità di componente della giunta, aveva approvato la delibera che dava il via ai lavori di somma urgenza sulle colline del Mirteto, dopo la frana del 2008. Quei lavori, cioè, al centro dell’interesse degli inquirenti, in quanto possibile “concausa” della frana che alla fine dell’ottobre scorso uccise Aldo Manfredi.
Ebbene, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, una parte dei terreni oggetto dei lavori sono di proprietà della madre e della sorella dell’assessore. Ofretti, dunque, avrebbe dovuto perlomeno astenersi da quel voto in giunta. Per allontanare ogni sospetto di avere in qualche modo favorito i suoi famigliari. Sospetti che, infatti, si sono accesi tra gli inquirenti quando, esaminando le particelle catastali dei terreni, hanno scoperto i nomi dei parenti di Ofretti. Da qui la denuncia della squadra mobile, che potrebbe fare finire Ofretti nell’elenco degli indagati per la frana mortale dello scorso anno.
«Non so nulla, non ho ricevuto alcuna notifica. Cado dalle nuvole», si limita a dire l’assessore all’Ambiente che aggiunge soltanto: «Voglio capirne di più prima di fare qualsiasi commento». Un’altra denuncia della polizia riguarda invece il dirigente del Comune Fabio Mercadante - già indagato per il disastro di Mirteto -. Il capo del settore tecnico di palazzo civico è accusato di avere consentito alle famiglie di via Montalbano di rientrare nelle loro abitazioni dopo la frana del 2008.
Ebbene, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, una parte dei terreni oggetto dei lavori sono di proprietà della madre e della sorella dell’assessore. Ofretti, dunque, avrebbe dovuto perlomeno astenersi da quel voto in giunta. Per allontanare ogni sospetto di avere in qualche modo favorito i suoi famigliari. Sospetti che, infatti, si sono accesi tra gli inquirenti quando, esaminando le particelle catastali dei terreni, hanno scoperto i nomi dei parenti di Ofretti. Da qui la denuncia della squadra mobile, che potrebbe fare finire Ofretti nell’elenco degli indagati per la frana mortale dello scorso anno.
«Non so nulla, non ho ricevuto alcuna notifica. Cado dalle nuvole», si limita a dire l’assessore all’Ambiente che aggiunge soltanto: «Voglio capirne di più prima di fare qualsiasi commento». Un’altra denuncia della polizia riguarda invece il dirigente del Comune Fabio Mercadante - già indagato per il disastro di Mirteto -. Il capo del settore tecnico di palazzo civico è accusato di avere consentito alle famiglie di via Montalbano di rientrare nelle loro abitazioni dopo la frana del 2008.
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