Il Tirreno

Duemila domande per il Pignone

L’insediamento del Nuovo Pignone in viale Zaccagna
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L’insediamento del Nuovo Pignone in viale Zaccagna

Parte la selezione: corso di formazione, 65 assunzioni

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 CARRARA. Circa duemila aspiranti sognano l'assunzione al Nuovo Pignone. Tante sono state le domande, l'ultimo giorno per presentarle era venerdì scorso. Ora parte la selezione per i corsi di formazione per cento partecipanti. Il bando prevede il posto a tempo indeterminato per almeno 65 persone. I curricula nel data-base di Assindustria, sono trasmessi all'associazione temporanea di 5 imprese: l'Ati che porta avanti il progetto Genesis.  Da ora parte l'esame dei requisiti richiesti nel bando e poi l'Ati selezionerà i partecipanti al corso. Giovedì prossimo sarà firmato in Regione il contratto per il contributo di circa 500mila euro che andrà a coprire le spese del corso di formazione. «Che inizierà il più presto possibile - dice Andrea Balestri direttore di Assindustria - e sarà di 500-750 ore, per la durata di diversi mesi. E' una cosa complessa connessa con i picchi di lavoro del Nuovo Pignone. L'azienda avendone necessità ha già assunto, extra bando, una ottantina di persone, e circa 15 già prese dal data base potranno partecipare al corso. Ma resta salvo l'obbligo sancito dal bando, di assumere a fine corsi, almeno 65 persone. Tutto questo complesso meccanismo, dà un futuro al data-base che abbiamo: perché nulla verrà cestinato. Tutte le domande pervenute in tempo utile, potranno essere utilizzate per future assunzioni nelle aziende del nostor territorio, questa è l'idea di Assindustria. Ci stiamo lavorando».  Balestri spiega infatti, che l'associazione industriali ha colto l'occasione del progetto Genesis legato al Nuovo Pignone, per valorizzare l'iniziativa del data base «che potrà essere messo a disposizione dell'economia locale». Una sorta di cercalavoro, dove domanda e offerta si incontrino sul sito di Assindustria. L'idea è quella di fornire alle imprese apuane delle password di accesso alla banca dati. E di consentire a chi cerca un lavoro di poter caricare nella stessa il proprio curriculum.  «Questa esperienza - aggiunge Balestri - ci induce quindi a non fermarci al progetto del Nuovo Pignone, ma a mantenere aperte le opportunità occupazionali nel territorio provinciale. Assindustria può essere uno dei tramiti, e punto d'incontro fra domande e offerte, anche per i corsi di formazione. Ad esempio, se una persona conosce una lingua straniera particolare, e un'azienda ne ha bisogno, potranno "incontrarsi" nel nostro data base».  Tornando alle circa duemila domande per i posti al Nuovo Pignone legati all'impianto in viale Zaccagna, Assindustria si trova nelle mani una mappa incredibile dell'emergenza lavoro apuana. Infatti un flash sulle prime mille domande pervenute, ha consentito di accertare che fra gli aspiranti al posto, gli extracomunitari erano sul totale circa il 3% e che le donne occupavano la fetta del 15-16%. Molte domande anche da Lucca e La Spezia, ma la stragrande maggioranza riguardano residenti nella nostra provincia. «Avremo una foto del disagio attorno al mondo del lavoro importantissima», dice Balestri. Ma il manager del Nuovo Pignone, Giuseppe Baccioli, avverte: «Si pensa a cassintegrati e disoccupati, ma ci si dimentica dei giovani. Vanno aiutati a cogliere le opportunità imprenditoriali, vanno rivalorizzate le attività manuali». «L'investimento del Nuovo Pignone porta un giro economico di 60 milioni. Stiamo creando lavoro, ma anche una grande aspettativa: i nostri numeri non potranno soddisfare tutto il fabbisogno occupazionale di questo territorio». C.C.

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