Sicurezza
Balneari in marcia verso Bruxelles
◗
LE PROTESTE. Sopra la scritta fatta con gli ombrelloni E accanto: la biciclettata anti Bolkestein E intanto Ronchi scompare. Aliboni: «Riprendano i lavori sul mare»
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Non c'è dubbio: la deroga alla Bolkestein è l'obbiettivo. Verò, però, che i balneari apuani non perdono d'occhio un altro obbiettivo, più immediato e vicino. Se non altro perchè in questo caso il referente non è la commissione europea, in quel di Bruxelles, ma il più raggiungibile Palazzo ducale. Insomma, accanto alla Bolkestein, tornano d'attualità i lavori antierosione. A Ronchi la spiaggia è un miraggio: granelli che se ne vanno giorno dopo giorno. E i balneari temono di ritrovarsi - è davvero il caso di dirlo - con un pugno di sabbia tra le mani. Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana, abbandona la pacatezza che lo ha accompagnato nell'ultimo anno e alza la voce: «Ronchi è al collasso e non vedo ruspe al lavoro». Fabrizio Magnani, assessore provinciale con delaga al ripascimento assicura che «i cantieri ci sono e lavorano. Oggi (leggi ieri ndr) è tutto fermo perchè è sabato, ma da lunedì (domani) si tornerà a lavorare». Non la vede esattamente così il presidente dei balneari: «Lavori? Io ho visto semplicemnte transennare un'area lungo il litorale di Ronchi, per allestire un cantiere. Poi più nulla. Le transenne sono finite per terra e di ruspe neanche l'ombra». Aliboni si affida al sarcasmo: «Se qualcuno lavora, lo fa sotto terra e senza lasciare traccia. Chiunque arrivi ai Ronchi e volga lo sguardo a sud, verso Viareggio, non può che rimane angosciato. Nelle ultime settimane l'erosione non ha dato tregua e ha scoperto vecchie pavimentazioni, mai viste prima. Eppure il mare è una tavola e l'autunno ci sta regalando giornate perfette per lavorare». Insomma, un appello a Palazzo ducale: riprendiamo subito i lavori o conteremo i granelli di sabbia uno ad uno. Aliboni pensa alla Bolkestein, ma punta, dunque, gli occhi anche sul locale e non dimentica, non soltanto i lavori antierosione, ma anche il piano spiaggia. Uno strumento urbanistico che definisce tu ciò che si può, o non si può fare sul mare, dalla verandina alle cabine. «Certo - Aliboni mette i puntini sulle "i" - so bene che per il Comune sono tempi duri, i soldi sono pochi e le energie dei tecnici sono concentrate sulla definizione del Piuss. Ma noi - ecco la proposta - siamo disposti a pagare di tasca nostra i professionisti che dovranno stilare il piano spiaggia». Non c'è la volontà di fare la parte del leone - assicura - perchè «lasceremmo scegliere a Palazzo civico tecnici di sua fiducia». Insomma - questo il messaggio - il piano è una priorità. Una proposta formulata dai balneari al sindaco qualche mese fa e ufficializzata soltanto adesso. La bolkestein non ha annebbiato lo sguardo sui problemi locali. VERSO BRUXELLES. Partiranno alle 5 di stamani, in camper, i balneari apuo versiliesi (e non solo): metà Bruxelles. Ieri pomeriggio a Viareggio alla Cittadella del Carnevale una anteprima. Un viaggio della speranza, la speranza di far riconoscere la tipicità del modello del turismo balneare per ottenere dal Parlamento europeo una deroga alla Bolkestein, ovvero alla messa all'asta dei bagni. Oggi il viaggio domani alle 14,40 a Bruxelles, una delegazione della carovana incontrerà la commissione europea per consegnare una indagine conoscitiva sulle concessioni demaniali, il book della rassegna stampa, la nlettera di presentazione. C.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
