Sicurezza
Ruba vestiti per la sua bimba: ai domiciliari
◗
Una pattuglia dei carabinieri: i militari hanno preso una taccheggiatrice È stata fermata mentre stava infilando un giubbino in borsa
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Quando ha capito che le temperature si stavano abbassando ha preso il coraggio a due mani e ha fatto una cosa che non avrebbe mai voluto fare: ha rubato. Lo ha fatto perché non aveva i soldi per comprare i vestitini più pesanti alla sua bimba. Ma lei, una giovane madre neppure trentenne, non era una ladra e quindi prima di infilare in borsa quella giacchetta e quel paio di pantaloni ci ha pensato su un po' di volte. Troppe, per non insospettire la sorveglianza del supermercato. E infatti appena è uscita ha trovato la pattuglia dei carabinieri ad aspettarla: non ha neppure tentato di negare perché era evidente quello che aveva fatto. Si è soltanto giustificata: «Mi servivano degli abiti più pesanti per la mia bimba, ma non avevo i soldi per acquistarli e così non ho potuto fare altro che rubarli». E sono scattate le manette. La trentenne ha passato un paio di ore a guardare gli scaffali, prendendo in mano le magliette e i giubbottini. Dava uno sguardo alle cassiere e agli altri clienti, poi quando era sicura che nessuno la stava osservando faceva la mossa di infilare in borsa il capo di abbigliamento. Ma bastava davvero poco per farle cambiare idea e per rimettere la roba al suo posto. Qualche passo in là, un altro giubbottino in mano e ancora la mossa di nasconderlo per portarlo via senza pagare. Così per due o tre volte, finché i vigilantes non hanno capito che quella non era una cliente bensì una taccheggiatrice. Hanno fatto il loro dovere, hanno segnalato quello che stava avvenendo al centralino dei carabinieri. E i militari sono arrivati immediatamente. La donna in caserma ha raccontato che non riesce ad arrivare alla fine del mese tra bollette e conti da pagare. «Faceva freddo e volevo coprire mia figlia, tutto qui. Non sono una ladra. Purtroppo ho dei problemi economici». Il giudice comunque è stato comprensivo. Come custodia cautelare ha applicato gli arresti domiciliari, così potrà stare vicina alla sua bimba.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
