La manifestazione
Il tema dellenergia pulita si scontra proprio con limpatto ambientale, per i progetti che prevedono impianti sul crinale dei monti
Parchi eolici: più no che sì a Pontremoli
A.Bo.
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Pale degli impaenti eolici per lenergia pulita Il consigliere Lecchini: «Torri di cento metri? Il territorio ne uscirebbe violentato»
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PONTREMOLI. Niente parchi eolici sulla montagna pontremolese. Anche l'ultimo progetto rimasto in piedi, "Parco eolico Cisa-Cirone" da 72 Mw, è destinato secondo il Comune ad abdicare di fronte alle ragioni dell'impatto ambientale. «Ho tre figli, e un giorno non vorrei che guardando il profilo dei monti pensassero: "mio padre ha contribuito a mettere lì quelle pale"», dice il consigliere Michele Lecchini. Lecchini ha rappresentato l'ente alla conferenza dei servizi di Firenze del 12 settembre scorso, in cui si è discusso del parco "Cresta del Giogallo" proposto dalla Fera srl: otto torri di cento metri con pale alte 40 metri per una potenza di 18 Mw. Non si farà: la prima ad opporsi è stata la Regione Emilia-Romagna che non vuole l'antropizzazione delle zone montane, sia per non compromettere il paesaggio sia per evitare impatti negativi sulla fauna, in primis uccelli migratori e rapaci. Stesso discorso per il filare di aerogeneratori che sarebbero dovuti sorgere proprio sulla lama dei monti che dividono la provincia di Massa Carrara da quella di Parma, con quest'ultima che ha già espresso un parere negativo vincolante. Vuole essere la "madre" di tutte le centrali eoliche della Toscana ed una delle più grandi di tutta Italia: il progetto presentato dalla Energia Eolica Pontremoli srl di Novara, prevedeva 24 aerogeneratori dalla potenza di 3 Mw ciascuno, ognuno di un altezza maggiore di 100 metri (pilone e pala) per una potenza complessiva di 72 Mw. «Il territorio ne uscirebbe violentato - dice il consigliere Lecchini - io capisco in pianura dove le pale possono spezzare la monotonia del paesaggio, ma sulla montagna sarebbero un disastro. Tanto più che un'opera del genere si porta dietro la costruzione di tante altre opere accessorie, come le strade per far passare i camion e le piazzole su cui posare gli aerogeneratori. Sarebbe altro cemento su un territorio che ha appena subito un'alluvione e che non si può permettere altri dissesti. Una buona parte delle frane che oggi monitoriamo, derivano da lavori fatti in passato». L'azienda ha stimato il costo dell'impianto in 108 milioni per 14 mesi di lavori. Il parco potrebbe dare lavoro oltre che energia pulita? «Sono stato in Irpinia a visitare un impianto simile - dice Lecchini - e dà lavoro a 7-8 persone. Non vale la pena neanche da quel punto di vista, perché un'opera che necessita di poca manutenzione e quindi non crea una vera occupazione stabile. In compenso però compromette la montagna per sempre. È molto più saggio allora sostenere qualche cooperativa di giovani che tengano il bosco in ordine». Insomma, anche il parco "Cisa-Cirone" sembra destinato a venire respinto, ma a Pontremoli si deciderà con tutta probabilità anche sul "Vento di Zeri", il parco eolico del comune montano che, ricevuto il via libera dalla Regione, si trova ora impantanato a valle: i generatori messi in montagna infatti dovrebbero essere collegati attraverso lunghi cavi a una sottostazione Enel che si trova proprio a Pontremoli, e da lì l'energia elettrica immessa nella rete. «Abbiamo visto i progetti: chilometri di strade da sventrare nel nostro comune per interrare i cavi - conclude Lecchini - non ci pare proprio un'idea felice».
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