La manifestazione
«Basta con i Piccoli Buddha»
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Crepet e il taglio del “nastro” di pallonciniCrepet al Children's Pride: ecco come si educano gli adulti di domani
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CARRARA. Subito successo per l'apertura della tre giorni di "Children's Pride", che durerà fino a domani a CarraraFiere. Una folla entusiasta di genitori e bambini si è riversata per intrattenersi con i numerosi giochi e laboratori disponibili: dagli sport più svariati (calcio, arco, volley, etc) alle pratiche creative (costruzioni ed Arte&Colori). Non tutto è stato, in ogni caso, rivolto soltanto all'intrattenimento, ma si è ritagliato anche uno spazio per la riflessione, sempre legata ai temi dell'infanzia, con la conferenza, dal titolo "La perdita d'autorità: come parlare ai nostri figli", del professor Paolo Crepet, medico, sociologo e scrittore di fama nazionale. Una numerosa platea ha ascoltato il pensiero dello studioso, il quale, ad ampio respiro, ha trattato dei vari problemi educativo-comportamentali giovanili esistenti. «Oggi viviamo in un'età involutiva - ha affermato con nettezza il professore - dove bruciare le tappe della vita e privare di desiderio le giovani generazioni è diventato un fenomeno della massima pericolosità». Fresco della pubblicazione del libro "L'autorità perduta. Il coraggio che i figli ci chiedono", Crepet ha individuato nei genitori «invertebrati» il vero problema della società italiana di oggi. «Ci ritroviamo tutti i giorni con notizie di bullismo nelle scuole, giovani che non lavorano e non studiano o trentenni-trentacinquenni incapaci a fronteggiare anche le questioni più basilari della vita e sbagliamo nell'indirizzare il tiro contro di loro». «Se, infatti, fin dall'infanzia i figli vengono tenuti come "piccoli Buddha" ed in ogni cosa gli viene data vinta, è ovvio che, da adulti, come incapaci, non potranno fare altro che farsi mantenere dai genitori vita natural durante». Un male catastrofico, a dir poco, per il professore, dato che se «la crisi economica, come tutte quelle del passato, è destinata ad essere superata, le questioni culturali restano e minacciano il nostro presente e futuro». Dunque, quale strada percorrere nell'educazione dei figli? Al posto dell'"idiozia ineducativa", bisognerebbe mettere al centro il principio del rispetto. «Fondare una relazione genitori-figli sulla reciprocità - io ti mantengo, io ti rispetto - è il primo passo, al quale deve succedere il tentativo di mettere i secondi nelle condizioni di esprimersi al meglio, senza, tuttavia, assolutamente aiutarli, diventando sherpa o servili». La strada migliore per aiutarli è infondere coraggio ed evitare di inchiodarli a se stessi od ad una certa visione di vita. «In una burrasca un capitano deve sapere trasmettere la propria fiducia all'equipaggio e, nello stesso tempo, lasciare che ognuno faccia quello che è chiamato a fare senza inutili paletti». Solo così, per Crepet, si educano gli adulti del domani; anche la precarietà del lavoro «lungi dall'essere totalmente negativa - ha detto - nel rispetto dei diritti fondamentali, può essere un valido stimolo a migliorare se stessi e la propria condizione, una condizione dalla quale storicamente è spesso emerso il genio in grado di far progredire la civiltà». Basta, dunque, sveglie alla mattina, aiuti a fare i compiti o presenze genitoriali sui luoghi di lavoro od all'università («Cosa - ha aggiunto Crepet - che mi avrebbe fatto vergognare a morte»): «È ora di darsi da fare». YO YO: PER I BAMBINI SERVE LA LIBERATORIA. I bambini del Children's Pride potranno essere protagonisti del programma Parapapà, la trasmissione in onda su Rai Yoyo che ha ereditato il successo di E' Domenica Papà! Da oggi, le troupe del programma gireranno nel Padiglione E di Carrarafiere 6 servizi per 6 diverse puntate. Per poter far partecipare i propri bambini sarà necessario firmare una liberatoria per l'utilizzo delle immagini da parte della Rai. IL CHILDREN'S PRIDE. «Il diritto al gioco tema di questa prima edizione - ha ribadito Sonia del Freo direttore artistico dell'evento - è sancito dall'articolo 31 della Convenzione Onu ed è per noi l'occasione di parlare a bambini e genitori di temi importanti che li riguardano». L.M.
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