Il Tirreno

E all’accusa di avere degli interessi replica: i miei sono chiari, abito lì

Milani contro la Nardi

Uno scorcio dell’area del Pomario
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Uno scorcio dell’area del Pomario

L'ingegnere contesta i progetti al Pomario

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 MASSA. L'ingegnere Carlo Milani torna sul tema Pomario e in particolare sulla perequazione di un'area. L'oggetto è il terreno, di proprietà del Comune e dato in affitto al condominio in cui risiede l'ingegnere Milani, nella zona del Pomario, appunto: «È noto che mi sono mobilitato in tante battaglie e nella zona del Pomerio ho contribuito a restituire alla collettività l'area dismessa occupata dal Cat, a chiudere al traffico l'arco di Pasquino e Pasquina, ad allontanare la discarica di auto davanti alla scuola Bertagnini e a far bocciare vere e proprie idozie come la strada dalla Rocca al Pomario, nonché il distretto sanitario nell'ex giardino ducale. Sarebbe davvero strano - continua - che non mi mobilitassi per l'area che è davanti a casa mia e che insieme agli altri residenti, ho valorizzato a vantaggio anche della collettività, visto che quell'area è comunale. I miei interessi sono anche personali, ma non li ho mai nascosti. Essi sono chiari, trasparenti, mentre non risultano chiari gli interessi della collettività nell'operazione di perequazione da lei (la Nardi ndr) sostenuta. Forse bisognerebbe dimostrare che sbaglio ad avere dei dubbi, e non " liquidarmi" a priori con sdegno cercando di squalificarmi». E prosegue: «Non è vero che il terreno (quello in affitto al condominio ndr) fu espropriato, ma ceduto dal costruttore al Comune a scomputo degli opere di urbanizzazione con l'obblgo di realizzare un parcheggio. Il Comune non realizzò alcunchè anzi fummo noi, a nostre spese, e con il nostro lavoro, a bonificare.  Il Comune - prosegue Milani - concesse nel 1992 l'area in uso al condominio, che paga un regolare e non insignificante canone (in totale sono stati versati oltre 44mila euro). Il Comune, quindi, senza aver speso niente, anzi, avendo incassato una congrua cifra, qualora decidesse di disdire l'affitto, si ritroverebbe un area verde alberata anche con alberi da frutto ed un parcheggio. Da quanto appare nel Piuss invece l'area verde verrebbe distrutta ed i parcheggi diminuirebbero ma queste opere permetterebbero al privato una massiccia edificazione nell'area davanti alla Bertagnini. Non ci pare un'operazione molto sensata.  E non voglio infierire ricordando che l'indice di perequazione delle opere considera il parcheggio e la strada di via Venturini, realizzato 13 anni fa ed in ottime condizioni, come opere ancora da realizzare o quanto meno da "riqualificare". Perchè mai?». Poi Milani ricorda che nel 1993 il consiglio comunale decise di lasciare il terreno in questione a verde e «nelle variante urbanistica adottata dal consiglio veniva mantenuto a parco pubblico».

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