La manifestazione
«La città vuol capire cos'è successo»
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Amici e congiunti ieri allobitorio La rabbia del sindaco: ora dobbiamo andare fino in fondo
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CARRARA. Ci sono i colleghi del padre. Gli amici di Enrico, quelli di sempre. Tanti avvocati, anche molto giovani: quelli della «nuova leva» che per anni hanno lavorato con il giudice Maurizio Mauceri, e conoscevano il figlio, perchè vicino a loro come età. Da qui è passato pure, in mattinata, il sindaco Angelo Zubbani, a esprimere il cordoglio della città. E a ribadire con fermezza: «Carrara intera ora vuole chiarezza, vogliamo andare in fondo a questa vicenda. Capire cosa sia successo». È qui, nel cortile dell'obitorio, che si vive lo strazio più profondo per la morte di Enrico Mauceri. Il giorno dopo la sua morte. Un pellegrinaggio triste. Insieme agli amici cominciano arrivare anche i primi mazzi di fiori. E stamani, sotto il sole, la disperazione sembra ancora più grande. Le parole sono davvero poche. Vengono fuori come macigni. «Quando mi hanno chiamato per dirmi che Enrico aveva fatto un incidente mi sono sentita gelare - racconta un'amica, abbracciata ad un'altra, che quasi la regge in piedi - Ho pensato subito, lui lavora sui ponteggi, con le scale, forse sarà caduto e ha battuto la testa. Non potevo nemmeno immaginare che fosse morto. E in un modo tanto orribile». «Non è possibile morire così, non è proprio possibile - ripetono alcuni amici, seduti sulla panchina, con gli occhiali neri a celare le lacrime - Ora qualcuno dovrà pagare». Parlano poco gli amici, qui davanti all'obitorio. Ieri la salma è arrivata tardi, imolti non erano neppure riusciti ad entrare. Adesso ci stanno per ore. Si guardano in faccia, il loro dolore non ha bisogno di parole. Chi conosceva bene Enrico lo piange. Ma quasi non vuole dividerne i ricordi, con i giornali: «Avete già scritto tutto - ci dice qualcuno fuori dai cancelli dell'obitorio - Era un ragazzo d'oro, una persona come ce ne sono poche». Gli amici sono a gruppetti. Un po' spostati ci sono quelli del padre, della famiglia Mauceri. E qui il pensiero di tutti va al «dottor Maurizio», alla sua disperazione. «Non siamo riusciti nemmeno a parlargli - dice una signora preoccupata parlando con un amico di famiglia, appena arrivato all'obitorio - Si è chiuso in casa, non vuol vedere nessuno». Non si è visto nemmeno all'obitorio il papà di Enrico: «Non avrà trovato la forza, nemmeno gli amici più cari sono riusciiti a portargli conforto. È solo, con il suo immenso dolore, non è uscito mai dal giorno della tragedia». In obitorio, in mattinata è arrivato anche il sindaco Zubbani. Un abbbraccio ai familiari. Sul volto un dolore che è quello di una comunità intera. «Questa morte ha colpito tutta la città - conferma il sindaco - Anche perchè tutti abbiamo voglia di capire fino in fondo cosa sia veramente accaduto. È Carrara che vuole giustizia: questa tragedia non è imputabile ad eventi eccezionali, dobbiamo sapere cosa è successo». A.V.
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