Il Tirreno

ACCERTAMENTI ASL

«L'incidente prescinde dall'ambiente di cava»

Lacrime e rabbia all’obitorio
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Lacrime e rabbia all’obitorio

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 CARRARA. A lei è toccato il compito più delicato. L'ingegner Maura Pellegri, direttore del dipartimento prevezione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell'Asl, ha dovuto raccogliere la testimonianza dei colleghi di lavoro di Enrico Mauceri. Di Nando Gemignani, titolare della ditta New Energy, e di Marco Cherubini, che hanno cercato per primi di prestargli soccorso. E che lo hanno visto morire, proprio davanti ai loro occhi.  «I due colleghi di Enrico sono ancora sotto choc - dice l'ingegner Pellegri - Lo hanno sito rimanere attaccatto a quella scaletta, hanno cercato di liberarlo, ma non c'è stato nulla da fare: quando si è accasciato a terra era già morto». L'ingegner Pellegri di infortuni mortali ne ha visti tanti. Forse troppi. Ma riesce ad essere sempre colpita dalla solidarietà, dal coraggio che ancora esiste fra i lavoratori. E che spesso viene fuori nelle situazioni più disperate. «Sia il titolare della ditta, Nando Gemignani, che il collega di Enrico, Marco Cherubini, in un primo momento non avevano detto nulla ai medici - spiega la Pellegri - Non avevano neppure accennato al fatto di essere rimasti ustionato, di aver assorbito anche loro parte della scarica elettrica rivelatasi mortale per il loro compagno di lavoro. Quando sono arrivati il pensiero è stato tutto, e solo, per Enrico. Che anche loro fossero rimasti coinvolti lo si è saputo solo in un secondo momento continuavano a ripetere: "No, noi niente, non abbiamo niente"». In realtà sia Gemignani (a Massa) che Cherubini (a Carrara) sono tuttora ricoverati in ospedale, nel reparto di Unità coronarica: in osservazione perchè per loro il rischio sono le aritmie cardiache conseguenza della scarica elettrica.  Per quel che riguarda il quadro investigativo l'ingegner Pellegri non si sbilancia troppo. Ma una cosa la sottolinea: «Questo incidente è legato all'anergia elettrica, è una morte per poteva succedere ovunque, a prescindere dall'ambiente di cava». E la direttrice del dipartimento prevenzione e sicurezza infortuni sui luoghi di lavoro dell'Asl, si lascia andare a un commento amaro: «Sono pessime giornate». Intanto anche ieri, insieme all'Asl, è proseguita l'attività investigativa dei carabinieri. Indagini su più fronti che avranno come obiettivo quello di fornire un quadro quanto più completo alla Procura. A.V.

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