Il Tirreno

Ci tiene a galla l'export

Alberto Ravecca e la zona industriale
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Alberto Ravecca e la zona industriale

Rapporto intermedio dell'economia, male l'occupazione

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 CARRARA. La fotografia intermedia dell'economia provinciale dell'anno 2011 è spietata: le banche si fidano sempre meno delle aziende del territorio e il comparto dell'artigianato è sempre più in crisi.  Insomma c'è ben poco da sorridere nello sfogliare le cinquanta pagine del "Rapporto Economia Massa Carrara Intermedio 2011" presentato ieri mattina dall'Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio.  In questi casi in genere si cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno, ricordando che la nostra provincia è storicamente in difficoltà e che c'è la crisi internazionale; tutte verità, ma non ci si può sottrarre dal 10,1% del tasso di disoccupazione dell'anno 2010 mentre la Toscana viaggia al 6,5% e l'Italia al 8,4%.  REGGONO LAPIDEO E MECCANICA. Se il 2011 tutto sommato si avvia al termine con un sistema economico che tra tante difficoltà riesce ancora a dare segni di ripresa è grazie ai due grandi comparti industriali provinciali: il lapideo e la meccanica.  Nel settore del marmo la ripresa dalla "grande crisi" è tutta nella domanda proveniente dall'estero. Lo indica la ripresa dell'export del marmo (+12%) che colloca il distretto di Carrara davanti a Verona.  In particolare nelle esportazioni aumenta la quota di lavorato (+15%) rispetto ai grezzi (+7%).  Va bene anche il comparto della meccanica che «per numero di imprese e addetti ha raggiunto il settore lapideo». La meccanica vale da sola il 40% dell'export annuo provinciale e nei primi sei mesi del 2011 ha fatto segnare percentuali nettamente positive: +26,5% nella produzione, +7,6% del fatturato e con grado di utilizzo degli impianti pari al 90%.  LE BANCHE NON SI FIDANO. Le banche vedono con preoccupazione l'economia provinciale, così chiudono i rubinetti. Nella prima metà del 2011 i prestiti bancari sono diminuiti dell'1,1% mentre in Toscana sono cresciuti del +3%; e il dato è destinato a peggiorare entro la fine dell'anno. Sono 3mila le imprese in sofferenza verso le banche, 300 in più rispetto al 2010.  In generale il comparto con più difficoltà sono le imprese di servizi che fanno registrare il maggiorgrado di insolvenza.  NAUTICA IN DIFFICOLTÀ. Doveva essere il nuovo settore economico della provincia su cui puntare per il futuro, invece per le 650 imprese (con 1300 addetti) della nautica il 2011 rischia di essere un anno da dimenticare. Nei primi sei mesi i numeri sono allarmanti: -13,8% nella produzione, -7% nel fatturato, -2,2% negli ordini e sopratutto l'indice di utilizzo degli impianti è pari al 60% che vuol significare che non c'è in prospettiva un aumento della produzione.  MALE ARTIGIANATO, COMMERCIO, AGRICOLTURA E TURISMO. L'artigianato sta facendo segnare numeri decisamente preoccupanti (-4,5% fatturato, -36% produzione e -38% ordini) eppure cresce il numero di occupati (+3,1%) e di investimenti (+8,4%). Nel complesso la fotografia del settore è preoccupante «perchè a "ingannare" i numeri è l'edilizia ma il resto dell' artigianato non trova vie di uscita alla crisi», ha commentato Gianfranco Oligeri di Confartigianato. Il commercio è sempre in difficoltà ma sta facendo segnare una perdita più contenuta rispetto al 2008 e comunque in linea con la media regionale e nazionale.  Molto male anche il settore del turismo che ha fatto segnare un numero di presenze pari all'anno 2000.  In 10 anni in provincia sono stati persi 400 posti letto e decine di strutture alberghiere. Nell'estate 2011 sono aumentate le presenze ma non la spesa media per turista.  Insomma, una provincia ancora in difficoltà quella delineata dal rapporto intermedio, illustrato da Alberto Ravecca direttore dell'Istituto di studi e ricerche. L.Bo.

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