Il Tirreno

«Stavo uscendo e mi hanno spinto dentro»

La villetta in viale Vespucci a Marina dove è avvenuta la rapina ai danni dei Bertolini
◗
La villetta in viale Vespucci a Marina dove è avvenuta la rapina ai danni dei Bertolini

Il racconto dell'ingegnere Bertolini ai carabinieri: siamo sotto choc

2 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. «Ho aperto la porta di casa e me li sono trovati addosso, mi hanno spinto dentro e hanno chiuso. Poi mi hanno imbavagliato e legato su una sedia in cucina e sono andati da mia moglie. Era ancora a letto, hanno legata e imbavagliato pure lei. Non ci hanno picchiati ma ci hanno terrorizzati». È stato questo il racconto che Silvano Bertolini, 71 anni, ha fatto ai carabinieri ieri mattina per spiegare come avevano fatto a entrare a casa sua.  L'uomo ha collaborato con le forze dell'ordine, ma con i giornalisti preferisce restare abbottonato: «Mi dispiace ma non posso dire nulla. Mi hanno detto di fare così e anche se non me lo avessero detto farei così lo stesso. Non ho voglia di parlare di questa vicenda, sono ancora scosso». Inutile provare a dirgli che comunque è andata bene, visto che nessuno si è ferito: «Se voi dice che è andata bene così diciamo che andata bene così. Io non ne sono proprio convinto. Ma del resto come potrei dire che è andata bene: ho aperto la porta di casa e mi sono trovato due uomini davanti. Non me lo aspettavo, è chiaro che sono rimasto scosso».  Silvano chiede un po' di tranquillità, ma fino alla fine mantiene la sua volontà di non parlare con la stampa: «Scusate, ma la mia non è scortesia. Preferisco non parlare con nessuno e cercare di dimenticare questa storia il più in fretta possibile». Poi chiude la conversazione e mette fine a una giornata davvero intensa. Sia per lui sia per sua moglie.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web