Il dolore
Nuova maxi protesta «Tutta la città difende l'ospedale»
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SANITÀ. La fiaccolata dell’estate scorsa, Renzo Giusti e, sotto, il cantiere del nuovo ospedale3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Si annuncia una nuova megaprotesta in città, per la difesa dell'ospedale cittadino: l'obiettivo è quello di portare in piazza, a gennaio, più delle tremila persone che hanno sfilato nella fiaccolata del 21 luglio scorso. Come? Chiamando a raccolta i commercianti affinché facciano una serrata, i sindacati, i lavoratori, gli studenti, e perfino il parroco della parrocchia di S. Andrea, don Raffaello Piagentini «perché si faccia portavoce, anche lui, dell'interesse della povera gente». La "povera gente" sono - dice Renzo Giusti presidente dell'associazione "Ernesto Frediani"che sta organizzando la manifestazione - tutti coloro che hanno bisogno della struttura sanitaria pubblica. L'associazione rappresenta, su questo fronte, la bandiera di una città talvolta sorda agli inviti alla mobilitazione contro il rischio di smantellamenti o emigrazioni della sanità locale. «La prossima manifestazione sarà a gennaio dopo l'8, i partiti sono con noi, d'accordo con le nostre richieste» dice Giusti: in un quaderno, si è diligentemente appuntato tutti gli interventi fatti dai rappresentanti dei partiti che l'associazione ha incontrato nei giorni scorsi: un giro per ritastare il polso alla politica, proprio mentre l'Asl comincia a discutere con i rappresentanti dei Comuni, del nuovo Pal. Ieri infatti c'è stata la prima riunione, seguita alla recente conferenza dei sindaci. L'associazione non abbassa la guardia: nero su bianco, ha elencato ai politici tutte le sue richieste. Proposte propedeutiche, come le chiama, alla stesura del Piano sanitario locale. Nella sala del Comune c'erano tutti i partiti rappresentati, tranne Udc, Sel e Pri. «Udc e Pri mi hanno fatto sapere di essere in linea con noi», spiega Giusti che con altri rappresentanti della "Frediani" (Giorgio Bertoli, Lorenzo Bascherini, Alberto Dell'Amico, Bernardo Pezzica) ha incontrato Api (Giromella e Cordiviola), Psi (Leonardo Buselli e Sergiampietri), Pd (Carlo Boni che è anche rappresentante del Comune per la discussione del Pal), Idv (Claudia Bienaimé), Pdl (Lanmarco Laquidara), Italia Futura (Iginio Dell'Amico), La Destra (Gianni Musetti), Prc (Ernesto Ligutti), Pdc (Nicola Marchetti). Il distretto di Avenza. Si è parlato anche del distretto socio sanitario di Avenza: «Per noi deve essere collocato interamente nella scuola Da Vinci, trasferendo gli studenti altrove visto che ne occupano solo una parte. Per il distretto - dice Giusti, ribadendo una delle richieste contenute nel libro delle proposte dell'associazione - è la collocazione migliore, ci soo anche i parcheggi. E sappiamo che sei medici di famiglia sarebbero disposti a insediarvisi a turno per i "codici bianchi", le non emergenze che ingolfano il pronto soccorso. Inoltre è stato calcolato che per abbattere e ricostruire il distretto in via Giovan Pietro occorrerebbero 5-7 milioni di euro, mentre per sistemarlo tutto in via Campo d'Appio ne sufficienti fra i 600mila euro e un milione. Si dice che ci sarebbero problemi di iter sul cambio di destinazione, da scuola a uso sanitario, ma i partiti sembrano d'accordo con la nostra proposta. Sono quasi esterrefatto - scherza Renzo Giusti - su questo loro essere d'accordo».
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