La manifestazione
Processo Sinba, a marzo si prescrive tutto
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Inchiesta Sinba: le perquisizioni a Palazzo civico Altro rinvio per la tranche dell'inchiesta legata alla turbativa d'asta
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CARRARA. Ancora un rinvio per il processo Sinba. E la prescrizione (decorre nel mese di marzo 2012) adesso è sempre più vicina. Rischia così di essere archiviata anche la tranche dell'inchiesta sullo smaltimento illecito dei rifiuti, derivati dall'alluvione, relativa alla turbativa d'asta. Ieri il rinvio è stato obbligato, per l'astensione delle camere penali: l'udienza è stata messa in calendario per il prossimo 6 dicembre. Lo stesso giorno in cui, in tribunale a Massa, è stata fissata, dopo una serie di rinvii, l'udienza preliminare per il processo Politeama. Ossia per la vicenda legata al crollo del palazzo storico e alla truffa per gli appartamenti venduti all'interno dello stabile. Ma, intanto, per Sinba, la prescrizione si avvicina: decorre, infatti, dalla prossima primavera (per la precisione nel mese di marzo). Mancano da sentire ancora tre testimoni (uno della difesa dell'avvocato Corradino e due di quella Marazaduri). E deve pure essere sciolto il nodo delle intercettazioni telefoniche: quelle sulla cui ammissione agli atti, fino ad oggi, il giudice Cosimo Maria Ferri si è riservato. Per il processo Sinba comincia, quindi una corsa contro il tempo: per non correre il rischio della prescrizione, infatti, l'istruttoria dovrebbe essere conclusa entro le prossime due udienze. La vicenda: già archiviate le tranche più improtanti della vicenda. Una vicenda dolorosa. Una delle ferite ancora aperte della città. Sì, perchè quella inchiesta, sullo smaltimento illecito dei rifiuti, nel settembre del 2004 aveva fatto tremare Carrara. Si collegava direttamente all'alluvione dell'anno precedente, il 2003. Quella che aveva messo in ginocchio la città, portando via anche una vita umana, quella di Idina Nicolai. Sinba (o"rifiutopoli" come venne chiamata) adesso rischia di finire in prescrizione. E per quella che è considerata la sua costola "minore": non il traffico dei rifiuti, ma la presunta turbativa d'asta per le 70mila tonnellate di rifiuti del dopo alluvione 2003. Per i reati più gravi, come disastro ambientale e inquinamento, è stata già ottenuta archiviazione. Per quel che riguarda la turbativa d'asta gli imputati per questo reato sono quattro: Sergio Altieri, all'epoca dei fatti dirigente del settore ambiente e gare del Comune (difeso dall'avvocato Angelo Tubolino); Paolo Vagaggini amministratore unico della Inerteco (assistito dal legale Andrea Corradino, ieri sostituito dall'avvocato Silvestri del foro di Spezia); Claudio Della Maggesa della Ema (difeso dai legali Marzaduri e Carloni) e infine Giorgio Gronchi della Victor (assistito dall'avvocato Luca Pietrini). A.V.
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