Sicurezza
LANSIA DEGLI ABITANTI
Il baratto fra demolizione e ricordi
Gianluca Uberti
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AULLA. Ieri, prima dell'ordinanza di evacuazione, era già alta la tensione fra gli abitanti di quartiere Matteotti per il futuro delle case popolari, dove alloggiano oltre quaranta famiglie. Alcune sono state sfollate dai propri appartamenti a piano terra, a seguito del mostro di acqua e fango del 25 ottobre scorso e si trovano in albergo, ma dal 25 novembre dovranno provvedere autonomamente alla propria sistemazione. A meno che non intervengano fatti nuovi. Ed è proprio per fare il punto sulla situazione che oggi alle ore 15, nella sala consiliare del municipio aullese, è in programma un incontro fra l'amministrazione comunale e l'Erp, l'ente che gestisce le case popolari: un incontro aperto al pubblico, il cui piatto forte sarà rappresentato dall'ipotesi di demolizione dei vetusti caseggiati bianchi di quartiere Matteotti, la porta sud di Aulla. Ieri mattina nel quartiere si sono recati Ferdinando Zeni, segretario lunigianese del Sunia, e il collaboratore Ivan Pastine. Il sentimento prevalente gra gli inquilini è di rabbia: per la mancanza dell'argine, di cui si parla (e basta) ormai da quasi due anni; per il non dragaggio del letto dei fiumi. Ma se la rabbia per quanto accaduto accomuna tutti, la gente si mostra più guardinga sull'ipotesi di demolizione delle case: c'è chi pensa ada una casa altrove dopo i lunghi minuti di terrore vissuti lì, ma anche chi indugia al pensiero di lasciare repentinamente le case in cui ha alloggiato per una vita intera. I più anziani ad esempio, non baratterebbero volentieri i propri ricordi con le incognite di una nuova sistemazione. Ma tutti, continuano a guardare quel fango che resterà là probabilmente per mesi, e nella mente e negli incubi chissà per quanto tempo di più.
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