Il Tirreno

Balneari a Bruxelles, già fissati i primi incontri

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PROTESTA. Balneari in risciò domenica sul lungomare Una corteo di protesta contro lo spauracchio della messa all’asta degli stabilimenti

La spedizione anti aste verrà ricevuta da europarlamentari e funzionari del settore mercati

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 MARINA. Ancora caldo il fronte per i balneari apuo versiliesi che guardano con speranza all'Europa ma anche al nuovo capo del governo Mario Monti. Sperano, ovviamente, che le aste dei bagni vengano messe nel cassetto e che si possa ragionare su basi diverse.  A Bruxelles. A Bruxelles, dove lunedì 21 una delegazione di balneari arrivata in camper si riunirà di fronte alla sede della Commissione europea, ci saranno una serie di incontri importanti. Il primo sarà con gli europarlamentari, che faranno da tramite con le istituzioni. E un altro sarà un confronto - alle 15 - con due funzionari Ue, Martin Fromm e Daniel Kramer, che lavorano proprio nel settore della concorrenza e del mercato. I famosi "tecnici" che sapranno indicare la strada per un'eventuale uscita dall'applicazione della Bolkestein.  L'appoggio di Confcommercio. Nel frattempo i balneari incassano la solidarietà dal presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ieri era a Firenze per l'inaugurazione della nuova sede in via Palagio degli Spini.  In sostanza, Sangalli ha ribadito la necessità di salvare le imprese balneari dalle aste. «Una conferma - spiega Graziano Giannessi, versiliese e tra i dirigenti nazionali - che l'associazione ci è vicina e che ormai la questione delle spiagge all'asta è su tutti i tavoli nazionali». E - si augurano i titolari degli stabilimenti - anche su quello del nuovo capo del Governo.  L'arrivo di Mario Monti. «L'arrivo di Mario Monti? È un bene non solo per il Paese, ma per la battaglia che stanno portando avanti i bagni».  A gettare acqua sul fuoco della preoccupazione per la caduta del Governo pensa Carlo Monti, presidente dei balneari viareggini di Ascom. Che, a scanso di equivoci, smentisce... parentele con il nuovo presidente del Consiglio.  «La mia valutazione non c'entra con legami di sangue - ironizza - scherzi a parte, non credo che il cambio della guardia a Palazzo Chigi ci farà perdere tempo prezioso. E non sono convinto che l'europeista Monti, come hanno detto dei colleghi, è pronto a "svenderci", aprendo alle aste delle concessioni demaniali in nome della direttiva Bolkestein. Anzi. Visto che il Governo ha bisogno di soldi, può realizzarsi quell'accordo economico di cui abbiamo parlato nelle scorse settimane. Evitando le aste, che è quello che interessa a noi, e assicurando introiti allo Stato, che interessa al nuovo premier».  Il Monti viareggino, insomma, cerca di dissipare le paure diffusesi in città per gli effetti dell'Esecutivo che verrà.

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di Redazione web