Sicurezza
Aulla, continua il dramma delle evacuazioni
A tre settimane dall'alluvione oggi 33 famiglie sono state costrette a sfollare lasciando tutte le proprie cose. Lo sconforto della gente, soprattutto degli anziani
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AULLA. A tre settimane di distanza dall’alluvione del 25 ottobre, ancora angoscia e lacrime ad Aulla. Stesse scene: questa volta 33 famiglie, costrettre a sfollare lasciando tutte le proprie cose; a salire su pulmini diretti a luoghi di accoglienza temporanea, ma chissà per quanto tempo.
LE IMMAGINI
Nel tardo pomeriggio di oggi, martedì, il sindaco Roberto Simoncini è andato di persona nel quartiere Matteotti dove ci sono le case popolari dell’Erp, e le ha fatte sgomberare con un’ordinanza di evacuazione, per consentire nuovi controlli da parte dell’ente, dopo quelli già effettuati che hanno evidenziato una situzione di degrado da monitorare. «Case che da anni subiscono problemi di allagamenti e infiltrazioni, quando il fiume sale» dice Simoncini.
E l’alluvione ci ha messo il carico da undici. Tanto che da giorni, anche a proposito del piano strutturale e del problema edificatorio in aree a rischio idrogeologico, si ipotizzava addirittura l’eventuale abbattimento di quelle case per ricostruirle altrove. Ora Simoncini si pensa sempre più seriamente, a una delocalizzazione. Ci pensava probabilmente anche mentre guardava i visi allarmati degli inquilini alla vista dell’ordinanza affissa sul palazzo nel pomeriggio. L’Erp ha fatto fare verifiche tecniche al complesso di case popolari, e di cui sono assegnatarie 46 famiglie.
Il presidente dell’Erp, Luca Panfietti, conferma che «sono stati fatti fare rilievi da una società specializzata, e poi abbiamo detto al Comune che era bene rendere inagibile lo stabile, per ulteriori verifiche». Il sindaco ha agito di conseguenza. Scene di disperazione, soprattutto delle persone anziane. Gli evacuati sono stati sistemati in strutture ricettive o presso parenti.
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Nel tardo pomeriggio di oggi, martedì, il sindaco Roberto Simoncini è andato di persona nel quartiere Matteotti dove ci sono le case popolari dell’Erp, e le ha fatte sgomberare con un’ordinanza di evacuazione, per consentire nuovi controlli da parte dell’ente, dopo quelli già effettuati che hanno evidenziato una situzione di degrado da monitorare. «Case che da anni subiscono problemi di allagamenti e infiltrazioni, quando il fiume sale» dice Simoncini.
E l’alluvione ci ha messo il carico da undici. Tanto che da giorni, anche a proposito del piano strutturale e del problema edificatorio in aree a rischio idrogeologico, si ipotizzava addirittura l’eventuale abbattimento di quelle case per ricostruirle altrove. Ora Simoncini si pensa sempre più seriamente, a una delocalizzazione. Ci pensava probabilmente anche mentre guardava i visi allarmati degli inquilini alla vista dell’ordinanza affissa sul palazzo nel pomeriggio. L’Erp ha fatto fare verifiche tecniche al complesso di case popolari, e di cui sono assegnatarie 46 famiglie.
Il presidente dell’Erp, Luca Panfietti, conferma che «sono stati fatti fare rilievi da una società specializzata, e poi abbiamo detto al Comune che era bene rendere inagibile lo stabile, per ulteriori verifiche». Il sindaco ha agito di conseguenza. Scene di disperazione, soprattutto delle persone anziane. Gli evacuati sono stati sistemati in strutture ricettive o presso parenti.
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