Il Tirreno

Al Pomario? Facciamoci un parcheggio

Al Pomario? Facciamoci un parcheggio

La proposta dei negozianti in attesa dei cantieri

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 MASSA. È vero: l'amministrazione al Pomario ha intenzione di realizzare, non solo un parco e una strada alternativa a via Palestro, ma anche nuovi posti auto. Ma al progetto - questo il succo - non mancano gli avversari, anche in giunta. E i tempi si dilatano. Ecco allora che i commercianti si fanno avanti: se il rischio è lo stand by, intanto un parcheggio facciamolo. Poi si vedrà.  Sia chiaro - questo il messaggio - non una gettata di cemento nel vecchio giardino rinascimentale, ma in ogni caso una soluzione che possa garantire una bella boccata d'ossigeno al centro città. In piazza Aranci e piazza Mercurio, regno incontrastato della sosta, da giugno di auto non ce ne starà più neanche una. E di fronte all'impresa di trovare un posteggio - questo il timore dei negozianti - parecchi potrebbero rinunciare allo shopping. Un richio che il commercio non può permettersi in tempo di crisi e di contrazione dei consumi. Ecco quindi la proposta: facciamo un posteggio, seppur temporaneo, nell'area del Pomario.  In effetti, se i dettagli del progetto non ci sono (mancano ancora quelli definitivi), Palazzo civico sta chiudendo la partita per l'acquisizione di un terreno. Bene, in attesa che lì partano i cantieri - questa l'idea dei commercianti - si realizzi un parcheggio.  Ad ufficializzare la proposta è Paolo Arpagaus, titolare dell'omonima pasticceria in via Dante e presidente di Confesercenti. Lui il concetto lo traduce in numeri: «Da giugno, con i cantieri nelle piazze cittadine, perderemo 160 posti. È vero - replica ad una possibile obbiezione - i posti auto all'ex intendenza di Finanza sono aumentati, ne abbiamo 80 in più, comunque non abbastanza per compensare quelli persi in piazza Aranci e Mercurio. Anche i tempi per la realizzazione del posteggio al mercato ortofrutticolo sono lunghi, non chiedo di toccare l'area verde del Pomario, ma di creare parcheggi in attesa dei cantieri. Una proposta - aggiunge - già avanzata nel 2010».  E se arrivasse un "no" secco dall'amministrazione? Beh, i commercianti non si farebbero trovare impreparati: esiste un "piano B". E si chiama raddoppio del Cat o, in alternativa, dello stesso posteggio all'ex Intendenza di Finanza. Paolo Arpagaus parla chiaro: «Non servirebbero tanti soldi, esistono strutture mobili, come i cosiddetti tubi innocenti, che permettono di creare una struttura sopraelevata e, quindi, di raddoppiare i posti auto». Perchè - questo è il concetto - in attesa di una nuova città, dal Pomario al mercato ortofrutticolo, il commercio deve sopravvivere. E ha bisogno - prima condizione - di posti auto. C.S.

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