Il Tirreno

Cento in sella contro la Bolkestein

Tre momenti della manifestazione dei gestori degli stabilimenti In cento su biciclette e risciò per gridare no alla Bolkestein
◗
Tre momenti della manifestazione dei gestori degli stabilimenti In cento su biciclette e risciò per gridare no alla Bolkestein

I balneari apuani e versiliesi pedalano fino a Forte per dire no alle aste

3 MINUTI DI LETTURA





 MARINA DI MASSA. Alle 14 in punto piazza Betti è diventata di color rosso fuoco. Erano le magliette e le casacche dei balneari che hanno risposto presente alla chiamata di Riviera Apuana e del consorzio. Da Carrara, da Lido di Camaiore, perfino da Tirrenia. In tutto un'ottantina di persone (c'era anche un cagnolino con la sua casacchina d'ordinanza dentro un cestino), ma il gruppo è cresciuto fino a raggiungere le cento unità. Tutti con un mezzo a pedali, dalla bicicletta al risciò. «Una protesta pacata e soprattutto civile», come ha detto uno dei partecipanti prima di partire con la biciclettata salva stabilimenti.  È la quarta volta che i proprietari dei bagni della riviera si ritrovano per dire no alle aste previste dalle temuta direttiva Bolkestein. Stavolta, dopo la scritta con gli ombrelloni («No aste»), la missione era più impegnativa. Perché oltre a distribuire i volantini (ne erano stati stampati 500), bisognava fare qualche chilometro in bicicletta. Un paio di ore, a passo non sostenuto. Ma comunque non è stata una scampagnata. Anche perché c'era da spiegare le ragioni di quella protesta: «Non è mai semplice far capire le nostre problematiche alle persone perché tutti pensano che abbiamo un sacco di soldi», spiega uno dei partecipanti della biciclettata. Stavolta però è diverso, forse per il tipo di protesta che è stata pensata dall'associazione: «In bicicletta forse siamo più simpatici alla gente, perché in molti ci hanno fermati e hanno ascoltato quello che avevamo da dire. Siamo soddisfatti e questo interesse ci invoglia a fare di più», dice il vice presidente di Riviera Apuana Stefano Gazzoli al termine della pedalata.  Prima però ci sono due ore e mezza intense che hanno portato alla consegna di cinquecento volantini, un po' dati a chi camminava sul lungomare un po' attaccati all'ingresso degli stabilimenti balneari. Questo il testo: «Sai che gli stabilimenti balneari potrebbero andare all'asta, a partire da gennaio 2016? Informati - hanno scritto -. Quello che può succedere con il recepimento della direttiva europea riguarda la tua attività, i tuoi investimenti, il tuo futuro. Non puoi non sapere non possiamo non dirtelo. Se sei già al corrente di tutto, se sei già attivo in questa protesta, scusaci per la ripetizione, ma se non lo sei diventa importante informarti. Anche tu puoi essere una risorsa importante per trovare una soluzione al nostro più grande problema. Ogni concessionario non informato mette a rischio il proprio futuro e contribuisce a rendere più incerto il futuro di tutti gli altri concessionari. Ti chiediamo solo di informarti e magari di unirti alle forme di protesta che sempre più intensamente si stanno costruendo».  Gli stabilimenti balneari di Marina da tempo hanno capito che il rischio di vedersi portare via il loro pezzo di spiaggia è grande. Ma non tutti hanno recepito il pericolo e lo si capisce camminando per il lungomare: sono pochi i lenzuoli con la scritta no aste e con il messaggio «la Bolkestein uccide le imprese». «Dobbiamo convincere tutti che la battaglia è giusta e non serve soltanto per garantire i nostri interessi - concludono gli organizzatori -. Oggi è stata una bella giornata e devo dire che per la prima volta sento che anche chi non ha un bagno ha capito qualcosa in più».  La biciclettata è terminata intorno alle 17. Per il buio e per il freddo. A Forte dei Marmi. «Anche loro sono con noi, è bello confrontarci anche con altre realtà diverse dalla nostra. È una battaglia di tutti, questa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa