La protesta
LAPPELLO
«Basta estrarre marmo alla Focolaccia»
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MASSA. Al convegno sulle Apuane, ieri all'hotel Eden di Cinquale, si parla anche - e soprattutto - di cave e di estrazione. E l'attenzione di molti è puntata sulla Focolaccia, la cava vsul monte Cavallo a confine tra il versante massese e quello garafagnino. Italia Nostra e i comitati per la tutela del territorio, presenti all'incontro, temono, infatti, che la concessione per l'estrazione possa essere rinnovata. Giorgio Pizziolo è professore di urbanistica e membro dei comitati di difesa del territorio toscano, è lui a spiegare: «Ci risulta che i titolari della concessione ne abbiano chiesto il rinnovo per dieci anni. Ma quell'area - aggiunge il docente di urbanistica - è oltre i 1200 metri di altitudine, quota massima definita dalla legge Galasso per l'escavazione. Non solo aggiunge - e anche la professore Franca Leverotti (Italia Nostra) lo ribadisce - la cava taglia il crinale e altera, quindi, il paesaggio naturale». Il vero timore di "Salviamo le Apuane" - come la Leverotti sottolinea - è che le aree di escavazione possano diventare da aree contigue, di margine riespetto al parco naturale dell Apuane (quindi disciplinate, suppur non come quelle interne alla riserva) ad aree industriali: «Questo significherebbe alterare equilibri naturali perchè in area industriale sono concessi interventi importanti, anche di accesso e di viabilità». Ecco quindi richiesta, di Salviamo le Apuane, di non autorizzare un'ulteriore attività di escavazione alla Focolaccia, sul monte Cavallo.
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