La manifestazione
La parlamentare Mariani (Pd) incalza il governo per il dopo alluvione
Soldi subito per ricostruire
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I danni provocati dalla alluvione Un provvedimento per garantire i lavori di somma urgenza
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LUCCA. Un provvedimento per consentire ai Comuni alluvionati di pagare la ricostruzione. Di pagare almeno le imprese alle quali sono stati affidati i lavori di somma urgenza. E garanzie sul raddoppio della ferrovia pontremolese, che oggi pare a rischio. Il ministro delle Infrastrutture ignora la Toscana e la parlamentare lucchese, Raffaella Mariani, capogruppo del Pd in commissione lavori pubblici alla Camera, parte alla carica. Insieme ai colleghi di Liguria ed Emilia Romagna mette in piedi iniziative per evitare ulteriori tagli alle opere pubbliche previste nel nord della Toscana e per aumentare la capacità dei Comuni devastati dal maltempo di appaltare lavori in deroga al patto di stabilità. ALLUVIONE La richiesta dei parlamentari, sia toscani che liguri al ministero delle Infrastrutture e dell'Ambiente - esordisce Raffaella Mariani - era di garantire agli enti locali di andare in deroga al patto di stabilità per poter pagare almeno gli interventi di somma urgenza: «È inaccettabile - dice - la risposta che ci è stata data dai ministri Altero Matteoli (Infrastrutture) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente) che si sono limitati a scaricare sul collega Giulio Tremonti (Finanze) le difficoltà di spesa dei Comuni. Il dato grottesco, però, è che per trovare risorse per rimediare ai disastri dell'alluvione, il Governo ha imposto alle Regioni colpite di aumentare le accise sulla benzina. Solo che gli enti non potranno spendere questi soldi perché sono ingessati dal patto di stabilità per il quale il governo non concede una deroga». LA PONTREMOLESE A rischio il finanziamento per il raddoppio della pontremolese, la linea ferroviaria che dovrebbe garantire ai porti di Carrara e La Spezia lo sbocco sulla pianura padana, sul Brennero e quindi sull'Europa. A lanciare l'allarme è la parlamentare lucchese Raffaella Mariani. «Con i parlamentari della Liguria e dell'Emilia Romagna - conferma l'onorevole Mariani - stiamo presentando un'interrogazione per capire se corrispondano al vero le notizie sul definanziamento di questa opera. In particolare del primo tratto del raddoppio, Chiesaccia-Parma, per il quale già ai tempi del governo Prodi era stato raggiunto un accordo sul finanziamento (300 milioni di euro)». L'allarme - spiega Raffaella Mariani - è scattato con le manovre estive, e con il decreto sullo sviluppo economico, che hanno introdotto una disposizione in base alla quale verranno cancellati i finanziamenti per le opere non cantierabili entro il 31 dicembre. «Vista questa disposizione - riprende la parlamentare - è necessario monitorare che l'opera non venga definanziata, considerando l'importanza che avrebbe il raddoppio della ferrovia della Cisa per il trasporto delle merci. Eliminare lo stanziamento del 1º lotto, significherebbe annullare un progetto che, dal punto di vista infrastrutturale, interessa la Lunigiana, ma che nella sostanza interessa il porto di Carrara».
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