Il Tirreno

Pomario, impasse della giunta

<strong>OPPOSITORE.</strong> L’ingegner Milani
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OPPOSITORE. L’ingegner Milani

Forti critiche agli interventi. La Nardi: a breve le prime concessioni

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MASSA. Una cosa è certa: sulla questione Pomario l'amministrazione non decide o almeno fino ad ora non è riuscita a farlo e i primi stop sono arrivati dalla commissione edilizia. Assenze, continui rinvii, il voto che slitta e un duro attacco alla vicesindaco Nardi che del progetto si occupa. Attacco che sferra non solo l'opposizione, con Stefano Caruso in prima linea (Pdl), ma anche la maggioranza. Sul tema si fa sentire, infatti, anche Alessandro Balloni (Lista Pucci sindaco). E i ben informati assicurano che su quei progetti il mal di pancia c'è anche in giunta. La questione Pomario (vedi articolo sopra), in effetti, è alquando complessa e prevede l'utilizzo della perequazione. In parole semplici: tu privato cedi un terreno al Comune e Palazzo civico ti permette di costruire in quella zona, se possibile, o altrove. Un'operazione delicata dunque quella del Pomario a cui si legano le sorti del Piuss, o comunque di una nuova idea di città integrata, dal Duomo a Capaccola, dal Pomario, appunto, al Borgo del Ponte.  Così il progetto non procede. Sugli interventi, a dire il vero, aveva avanzato parecchi dubbi anche l'associazione ambientalista Italia Nostra, accanito oppositore è l'ingegnere Carlo Milani. Per lui l'anello debole sono le «scelte ubanistiche e una perequazione sbagliata». Il Comune infatti cede un diritto edificatorio ai privati dopo aver valutato quanto il privato dà e quali opere è disposto a fare per la collettività. Bene - secondo Milani - in quel calcolo Palazzo civico avrebbe incluso anche opere di poco conto (che uno dei privati sarà chiamato a realizzare), cedendo in cambio il diritto a costruire un palazzina. Sulla questione Martina Nardi è netta: «Non si tratta di opere di poco conto, abbiamo lavorato correttamente, all'ingegner Milani abbiamo risposto, lui poteva fare osservazioni o addirittura rivolgersi al Tar, ma non lo ha fatto. Se crede, ci faccia causa, noi sappiamo di aver lavorato per bene.». La vicesindaco ritiene - e non lo nasconde - che lo stesso ingegnere abbia interessi in gioco: «Abita in un condominio che ha in affitto un terreno del Comune e quel terreno, espropriato anni fa per realizzare un parcheggio» torna adesso nelle mani di Palazzo civico. Lì sorgeranno, appunto, posti auto e da lì passerà un tratto della strada di collegamento, vicino al Pomario, tra via dei Colli e via Bassa Tambura. «Lo scandalo - aggiunge la Nardi - è che quel terreno, dopo l'esproprio, non sia stato adibito a parcheggio pubblico, ma sia nell'utilizzo di un condominio». Milani, da parte sua, mette i puntini sulle "i": «I miei interessi sono chiari, io ho fatto tante battaglie per la collettività». Scontro netto, certo, ma non è questo a fermare i progetti. Anche se la vicesindaco assicura: a breve alcuni interventi andranno in concessione e apriranno i cantieri. Il primo banco di prova sarà il voto in commissione questa settimana.

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