Il Tirreno

Il maxi debito che schiaccia il Comune

Claudio Figaia
<b>MAXI DEBITO. Una veduta di palazzo civico    </b>
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MAXI DEBITO. Una veduta di palazzo civico

Passivo di 1.634 euro per ogni massese, anche la Provincia nella lista nera

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 MASSA. Una montagna di debiti di oltre 115milioni di euro pesa sul bilancio del Comune e sui cittadini massesi. E un'altra montagna (sempre di debiti) un poco più piccola, 68 milioni di euro pesa sui conti della Provincia e quindi, di nuovo, anche sui massesi. Problema non nuovo quello dell'indebitamento degli enti locali apuani. Ma che ora crea nuovi allarmi e nuovi problemi per chi li amministra.  Perchè c'è una novità in materia. La legge di stabilità, ultimo atto del governo Berlusconi, approvata ieri dalla Camera, prevede che anche gli enti locali partecipino allo sforzo per ridurre il colossale debito del Paese. E che a farlo siano, prima di tutto, i Comuni e le Province con quote di indebitamento superiori alla media nazionale. Come, appunto il Comune di Massa e la Provincia di Massa Carrara.  Massa, lo fotografa il Sole 24 Ore in un articolo uscito ieri, ha un indebitamento pro capite di 1.634,5 euro. Cioè: ogni massese, indipendentemente dall'età e dalla sua posizione ha teoricamente un debito di oltre 1.600 euro per pagare le rate dei mutui accesi dal Comune in tempi vicini e lontani. Un dato che ci mette tra i primi dieci Comuni più indebitati d'Italia (in testa ci sono Torino e Milano con oltre 3 mila euro di debiti pro capite).  E così è per la Provincia che ha accumulato un debito di 342 euro a persona (cioè per ognuno dei 201mila abitanti della provincia) per un totale di 68 milioni, che vale l'undicesimo posto nella classifica nazionale.  Ebbene, facendo parte di questa brutta classifica degli più indebitati, Comune e Provincia dovranno trovare il modo di riudurre progressivamente il loro passivo. Attraverso quali misure? La legge di stabilità rimanda a un successivo decreto del ministero dell'Economia la definizione delle misure da adottare.  Ma quello che già si prefigura è che sarà la cessione di immobili di proprietà degli enti la strada maestra per la riduzione del debito. E non solo: la legge prevede che le amministrazioni più indebitate si vedano ancora di più ristrette le possibilità di contrarre nuovi mutui.  Insomma, non bastavano i tagli ai trasferimenti dallo Stato, la compressione delle risorse disponibili per la erogazione dei servizi. Adesso, a pesare sulla capacità di spesa dei Comuni ci si mette anche il pacchetto anti-debito della manovra finanziaria.  In attesa di capire quali saranno i dettagli di questa norma - che, va detto, deve attendere i decreti attuativi prima di diventare operativa - si possono solo fare supposizioni su quali saranno i suoi effetti: stop a opere pubbliche da finanziare con i mutui? Vendita spinta di beni immobili (ma quali?), spinta verso la dismissione da società partecipate? L'indebitamento del Comune era nel 2004 di 102 milioni di euro; salì a 114 nel 2005 quando l'amministrazione Neri contrasse mutui per ben 17 milioni. Nel 2007, ancora con la giunta Neri, c'è stata una ristrutturazione del debito e «nei due anni successivi - ebbe a ripercorre l'attuale assessore al Bilancio Alessandro Volpi - il costo degli interessi è stato di 11 milioni più il costo dell'operazione».  Nel 2008, quando si insedia l'amministrazione Pucci, si registra un'inversione di tendenza. Si accendono mutui per soli 5 milioni che salgono ad 8 milioni nel 2009 per effetto dei 2,8 milioni della sottoscrizione di capitale di Gaia. Cosicchè nel consuntivo 2009 il costo annuo dell'indebitamento risulta ridotto di oltre 1,5 milioni rispetto all'anno precedente. Un bel risparmio, ma solo una goccia nell'oceano dei debiti.

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