Il Tirreno

«Indagini sul ruolo della diga»

Gianluca Uberti
La diga di Teglia: molti cittadini chiedono di capire cosa è accaduto
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La diga di Teglia: molti cittadini chiedono di capire cosa è accaduto

Lo chiede il comune di Aulla. Trovate 250 nuove foto, ingaggiato ingegnere

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 AULLA. «Il Comune di Aulla ritiene che si debba guardare con maggiore attenzione al ruolo avuto nella catastrofe del 25 ottobre scorso dalla diga di Teglia di Mulazzo».  A dirlo è l'assessore comunale all'urbanistica, il vice sindaco Gildo Bertoncini, che parla a nome dell'Amministrazione comunale dopo il vertice del gruppo consiliare di maggioranza di giovedì sera. Un vertice che ha visto il sindaco Roberto Simoncini fare un resoconto della situazione, un vertice, a quanto pare, privo delle tensioni che erano emerse domenica scorsa.  Tornando alla diga di Teglia, tra l'altro, esisterebbero ben 250 nuovi scatti fotografici della zona, scatti che potrebbero essere mostrati alla popolazione durante il prossimo consiglio comunale. Le foto potrebbero anche interessare, se si riveleranno di un certo rilievo, la Procura della Repubblica che nei giorni scorsi aveva lanciato un appello per richiedere materiali utili alle indagini. «Inoltre, ho proposto - aggiunge il vice sindaco - che il Comune di Aulla incarichi un ingegnere idraulico in modo da fare ulteriore chiarezza sul ruolo avuto dalla diga».  Nel frattempo, torna a farsi sentire il consigliere comunale di minoranza Matteo Ratti, il quale elogia i comitati e le associazioni che hanno annunciato un controllo serrato sulla fase post emergenza.  «Terminata l'emergenza, c'è bisogno di trasparenza, ma se l'inizio - scrive l'esponente di "Idee in Comune" - è stato quello di utilizzare i primi fondi della ricostruzione per compiere opere che nulla hanno avuto a che fare con l'alluvione, come il vecchio distributore in piazza della Repubblica, partiamo con il piede sbagliato. Bene fanno i cittadini a formare comitati e associazioni, il controllo dovrà essere severo, soprattutto da parte degli enti preposti. La rinascita di Aulla, infatti, deve partire da atti di partecipazione democratica, presenti nello statuto comunale a tutela della giusta informazione e del coinvolgimento dei cittadini. Le cifre ingenti, a disposizione per la ricostruzione, dovranno avere un percorso tracciabile, così come gli appalti e la qualità delle opere». A tale proposito Ratti ha presentato al protocollo comunale alcune precise richieste.  «La costituzione di una consulta formata dai rappresentanti delle diverse associazioni di categoria e dei comitati spontanei nati in questi giorni, organismo che potrà rilasciare il proprio parere su tutti gli atti fondamentali del Comune di Aulla, verificare lo stato di avanzamento dei programmi, ricevere informazioni e documenti». Il consigliere comunale di opposizione, inoltre, ha chiesto che vengano costituite due commissioni consiliari, «una dedicata alla ricostruzione ed una specifica d'indagine (art. 25) per accertare e approfondire le cause dell'accaduto, il funzionamento del centro operativo comunale e valutare l'attività di coordinamento e di vigilanza di quello provinciale. Approfondimento doveroso per rispetto delle famiglie che hanno perso i propri cari e per quelle che non hanno più una casa, una macchina, nella speranza - conclude Ratti - di chiarire al più presto le percentuali degli indennizzi sulle abitazioni e sulle attività commerciali».  Stop al patto di stabilità. Il consiglio provinciale di Massa Carrara straordinario di ieri mattina dedicato all'alluvione che ha colpito la Lunigiana e soprattutto Aulla lo scorso 25 ottobre.  Dopo il minuto di silenzio per le due vittime dell'alluvione, il consiglio provinciale ha approvato all'unanimità un ordine del giorno in cui si dà mandato al presidente Osvaldo Angeli di chiedere ufficialmente al Governo di escludere dal patto di stabilità gli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza che la provincia dovrà affrontare sui territori colpiti dall'alluvione.  Si legge nel documento, «a conti fatti il patto di stabilità potrebbe rendere impossibile qualsiasi tipo di intervento da parte degli enti sui territori colpiti dall'alluvione». La speranza è in un adecisione rapida.

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