Il Tirreno

Eaton, si riparla di spezzatino dell'area

L’ingresso della fabbrica Eaton
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L’ingresso della fabbrica Eaton

E intanto i lavoratori aiutano gli alluvionati con 2.500 euro: «Ora servono più a loro»

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 MASSA. «I capannoni vanno abbattuti? Allora la Eaton dovrà ridurre il prezzo». Ad affermarlo è il sindaco di Massa Roberto Pucci intervenuto ieri all'incontro dei lavoratori. Nel frattempo si comincia a parlare di un prolungamento della cassa in deroga per chi non avrà più ammortizzatori da metà dicembre. Intanto gli operai si "tassano" per dare aiuti alle zone colpite dall'alluvione.  I vecchi capannoni della Eaton andranno abbattuti. E al posto della vecchia fabbrica che dava lavoro a oltre 300 operai, arriveranno insediamenti produttivi più piccoli. Lo «spezzatino» finora considerato indigesto da lavoratori e sindacati ormai - dopo l'ultimo incontro in Regione - sembra l'ultima possibilità rimasta per vedere il rilancio dell'area abbandonata dalla multinazionale americana. E intanto gli operai insistono, chiedendo più chiarezza su eventuali acquirenti e tipi di aziende pronte a sbarcare a Massa.  «Il tempo stringe e tra cinque anni qui lavoreremo tutti al nero», ammonisce il rappresentante delle Rsu Alessio Castelli.  A confermare l'inevitabilità dello spezzatino ieri di fronte agli operai riuniti in assemblea gli assessori provinciali Paolo Baldini e Raffaele Parrini e il sindaco Roberto Pucci.  L'intervento più ficcante è stato quello di un Pucci apparso stanco (forse per le polemiche interne alla maggioranza). «Se sarà necessario abbattere i capannoni come afferma Fidi Toscana - spiega Pucci - l'azienda deve abbattere il prezzo per le aree». Pucci si dice anche pronto a intervenire con misure drastiche come il cambio di destinazione d'uso delle aree, per evitare ricatti e tentativi di speculazione da parte degli americani. I rappresentanti politici hanno anche ricordato che la Eaton dovrà anche accollarsi un milione di euro per la bonifica dell'area dismessa.  Ad angosciare i lavoratori è la questione dei tempi e il timore che la crisi economica generale allontani investitori. Tutti temono che per rivedere attività produttive all'area eaton possano servire da 3 a 5 anni. Ma il prossimo mese, per esempio, scadrà la Cig in deroga per i lavoratori licenziati che hanno meno di 40 anni. La Regione si è detta disponibile a intervenire per far prolungare il periodo. nelle prossime settimane, ha spiegato l'assessore parrini, i lavoratori saranno convocati per compilare i moduli di richiesta.  Solidarietà agli alluvionati. Intanto i lavoratori della Eaton, in mobilità da un anno, hanno deciso di donare 2500 euro alla popolazione alluvionata della Lunigiana. Questi soldi fanno parte di un fondo di solidarietà che gli ex operai avevano messo insieme negli anni grazie alla generosità dei cittadini massesi e dei legali di Cgil, Cisl e Uil. «Nessuno meglio di noi sa cosa significhi un gesto di solidarietà nel momento del bisogno - ha spiegato Michele Folloni in rappresentanza dei lavoratori - per questo abbiamo donato questi soldi che un tempo furono donati a noi, oggi servono più a loro». G.D.

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