Proteste
Pomario, progetti a rischio slittamento
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CONSIGLIERE. Alessandro Balloni Accanto: il Pomario La commissione non decide. Attacchi alla vicesindaco Nardi anche dalla maggioranza
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MASSA. Il tema è tecnico: Piuss, perequazione, regolamento edilizio. Ma dietro quei tecnicismi, appunto, si nascondono - a quanto pare - nodi politici. Che si traducono in frizioni all'interno della commissione edilizia e in continui rinvii delle riunioni. Con il risultato che non si prendono decisioni su questioni come il Pomario ducale e sul regolamento edilizio, lo strumento che dovrebbe dare tutte le indicazioni tecniche su come costruire. E c'è chi teme che, rinvio dopo rinvio, slittini o addirittura rischino di saltare progetti importanti che coinvolgono anche i privati. E quei privati, con una convenzione siglata in mano, - questo è il timore - potrebbero far sentire la loro voce. E se - nella peggiore delle ipotesi - l'operazione Pomario saltasse (per citare l'esempio più eloquente), a perderci sarebbe anche la città: il progetto, infatti, prevede una perequazione. Palazzo civico ottiene da privati un'area verde e a loro cede il diritto di costruire su un terreno in via Croce. Lì sorgeranno non solo appartamenti, ma anche un parcheggio fruibile dai cittadini. Bene, in commissione edilizia si discute della delibera per una modifica di dettaglio alla convenzione sul Pomario, ma il numero legale non c'è - per ammissione della stessa vicesindaco Martina Nardi - e scoppia il caos. Perchè i tempi si allungano e il voto della commissione - per cvui serve la maggioranza - è necessario. La questione accende il dibattito politico, esteso anche al regolamento edilizio, che le imprese del settore attendono in gloria. Le polemiche scoppia quando la stessa Nardi dichiara che la maggioranza non si raggiunge perchè «i consiglieri si divertono a farsi dispetti come bimbetti». E si riferisce alla riunione del 4 novembre, convocata per le 10,30. Alle 11 e due minuti, il consigliere di maggioranza Alessandro Balloni chiede la verifica di maggioranza, il numero non c'è e salta tutto. Stefano Caruso (Pdl), invece sostiene di esserci stato a quell'ora. In ogni caso il presidente Federico Uzzo convoca un'altra riunione straordinaria per il martedì successivo. E anhe quella salta. Balloni si fa sentire, soprattutto perchè la Nardi chiede ai consiglieri di rinunciare al gettone per le commisisoni andate deserte. «Non riesco a comprendere l'arroganza e l'ira da lei usate rivolgendosi ai membri di una commissione consiliare - esordisce in una nota - per i gettoni di presenza, commette un errore perché io, come molti altri consiglieri, mediamente supero con le presenze in commissione il numero massimo per il quale prendiamo l'indennità: le presenze remunerate sono 12, se ne facciamo 20 le ultime 8 non sono remunerate. Io sono pronto a rinunciare a tutti gli emolumenti che dovrei avere, da qui alla fine del mandato, se lei porterà in giunta un atto che azzera tutti gli emolumenti di chi ad oggi ricopre una carica istituzionale sia in Comune che negli enti partecipati». Poi Balloni va al sodo e tocca un tema su cui focalizza l'attenzione anche Stefano Caruso. Uno uomo di maggioranza, uno di opposizione. «A gennaio lei fece firmare, a me e agli altri consiglieri, la ricevuta di una sua lettera - scrive Balloni - che chiedeva di calendarizzare le riunioni della commissione sul regolamento edilizio per iniziare un "lavoro di lettura, approfondimento e condivisione... prima di definire il quadro normativo complessivo". Ad oggi - attacca - del regolamento edilizio non vi è traccia. Questo sì che è un costo della politica». Sulla stessa linea è Caruso: «Dopo le due prime riunioni di introduzione, non si sono più visti nè la Nardi nè il regolamento, eppure per stendere quell'atto è stato fatto un bando e sono stati sostenuti costi. E a noi neanche una bozza». L'edilizia anima il dibattito politico, anche se in tema di Piuss e Pomario le frizioni dovranno essere superate e a breve: il 17 novembre la questione sarà al voto del consiglio. C.S.
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