Il Tirreno

«Mai più case nell'area alluvionata»

Gianluca Uberti
L’assessore Gildo Bertoncini e il disastro provocato dall’alluvione ad Aulla
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L’assessore Gildo Bertoncini e il disastro provocato dall’alluvione ad Aulla

L'assessore all'urbanistica chiede un consiglio comunale che dia garanzie agli abitanti

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 AULLA. Prima di riportare in approvazione il piano strutturale con le osservazioni della commissione paritetica inter-istituzionale, occorre fare un consiglio comunale in cui si parli della tragedia che ha colpito Aulla, una seduta in cui, innanzitutto, si rassicuri la gente sul fatto che nell'area spazzata via dall'alluvione non verrà costruito più nulla. Nemmeno del palazzo che sarebbe dovuto sorgere al posto della scuola materna si deve parlare più». Lo dice l'assessore all'urbanistica, vice sindaco Gildo Bertoncini.  La ferita di Aulla è ancora aperta. Nessuno mai più dimenticherà il 25 ottobre scorso, quando l'onda di piena, l'onda assassina come è stata chiamata, ha invaso la città, portandosi via due vite umane. E oggi si contano i danni, tantissimi, si spala ancora il fango da case e negozi. Ci sono attività in ginocchio. Un'economia che piange. Un'inchiesta aperta dalla magistratura.  Ma nonstante tutto Aulla cerca di rimettersi in piedi. Però si riflette anche su come è concepita la città dal punto di vista urbanistico. E la questione del piano strutturale diventa più che mai calda.  Bertoncini è "baraniano" e probabile candidato a ricoprire la carica di sindaco di Aulla nel 2014.  Qualcuno ha parlato di crepe nella maggioranza consiliare durante una recente riunione sul piano strutturale, e proprio Bertoncini avrebbe avuto da obiettare, assieme alla capogruppo consiliare di "Vivere Aulla", Alessandra Colombo, sull'opportunità di proseguire con il piano strutturale cosi com'è, cioè mandarlo avanti senza modificarlo: i due, tra l'altro, sarebbero stati zittiti dal sindaco Roberto Simoncini, che avrebbe anche alzato la voce contro i due.  Su quest'ultimo passaggio il vice sindaco ricorre alla diplomazia e minimizza, anche perché rimane un membro autorevole, a capo della giunta comunale.  Simoncini si limitandosi a dire che «il dialogo è la cosa migliore». Nessuna smentita, però, dell'episodio. «Prima di riapprovare il piano strutturale, dobbiamo vedere le cose con calma - rimarca Bertoncini - e dobbiamo fornire certezze ai cittadini, in sede di consiglio comunale, anche sui risarcimenti ai commercianti e a chi ha "perduto" l'automobile. E poi bisognerà mettere in sicurezza non solo il fiume Magra, ma anche l'Aulella e il Taverone, come anche occorrerà spostare in un'area non esondabile il poliambulatorio. L'Aulla del futuro - conclude l'assessore all'urbanistica - dovrà, quindi, avere meno costruzioni e più verde». Ricordiamo che i consiglieri comunali di "Idee in Comune", Matteo Lupi e Matteo Ratti, si erano dichiarati «sconcertati dall'incontro avuto domenica 6 novembre, durante il quale il sindaco ha ostentato la volontà di portare in discussione ed approvazione, con tempi serrati, l'adeguamento del piano strutturale del Comune di Aulla». Per l'opposizione, infatti, serve una revisione del piano strutturale dopo ciò che è accaduto e dopo l'annuncio di verifiche sulla regolarità degli insediamenti, annuncio reiterato dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. «Perché tutta questa fretta? Anche per rispetto dei morti e della popolazione colpita, non è forse necessaria, anzi doverosa, una pausa di riflessione per la rivisitazione del piano - chiedevano Lupi e Ratti - alla luce del rischio idrogeologico e delle nuove necessità della città?».

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