Il Tirreno

LA GESTIONE DEI RIFIUTI

Il consiglio comunale deciderà sul futuro di Amia

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 CARRARA. «Questa votazione in consiglio sarà una delle più importanti della fine legislatura». Così si è espresso, durante la commissione bilancio, Carlo Martini, capogruppo del Pd, riguardo al futuro del ramo di azienda dell'igiene pubblica di Amia che sarà deciso proprio dall'assise comunale. Nell'assemblea del cda dell'Ato rifiuti Toscana Costa di una settimana fa, la posizione del comune di Carrara di scindere raccolta e spazzamento dallo smaltimento non ha riscontrato i consensi "sperati", più che previsti. Dai 111 comuni e dalle quattro province (Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno) è arrivato un «no» all'ipotesi carrarese. Il consiglio comunale, quindi, dovrà dare nelle prossime settimane l'assenso alla costituzione di una nuova società multi-provinciale per il ciclo completo dei rifiuti: dalla raccolta allo smaltimento. Il secondo passo sarà il conferimento delle varie aziende locali, come Amia, nella nuova realtà. L' ultimo passaggio prevede poi l'entrata di un partner privato con una quota attorno al 40% così come previsto dalla legge.  L'alternavorrebbe dire individuare un partner privato finendo però poi per bussare alla porta di qualche azienda, magari proprio di quella nuova, per lo smaltimento dei rifiuti. Tutta l'operazione non sembra trovare terreno fertile nella politica cittadina che ha ancora ben in mente gli esiti del conferimento di Gaia. «Dobbiamo fare un ragionamento politico, l'esempio di Gaia lo insegna» ha annunciato Massimo Menconi (Fds- Prc). Anche l'opposizione per voce di Caffaz e Laquidara si è detta dubbiosa. L.Bo.

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