Il Tirreno

È crisi, imprese vittime dell'usura

Paolo Ciotti di Cna
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Paolo Ciotti di Cna

L'allarme lanciato dalla Cna: le banche tornino ad erogare mutui

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 MASSA. Mettiamo che un'impresa, magari piccola, abbia bisogno di investire o, più semplicemente, in tempo di crisi, di pagare fornitori e dipendenti. Mettiamo che i soldi in cassa siano pochi. Beh, non rimane che bussare alle porte delle banche. Ma se quelle porte - come denuncia Cna (Federazione artigiani) - le trova chiuse, il rischio è che bussi ad altre, quelle delle usurai. Sempre aperte. Qualcosa di più di una percezione perchè la Cna, per monitorare il fenomeno, ha realizzato una vera e propria indagine su 400 imprese e il risultato è preoccupante. Insomma, le banche, di fronte alla crisi, non erogano liquidità. Niente prestiti e finanziamenti e piccole imprese e artigiani - questo il timore della Confederazione - rischiano di finire tra le ganasce dell'usura e di attività estorsive.  Dalla ricerca, infatti, è emerso che il 67% delle micro imprese, che hanno chiesto aiuto ad una banca, negli ultimi tre mesi, ha trovato ulteriori difficoltà nell'accesso al credito. Inoltre, il 57% - e si parla di imprenditori locali - ha accusato un peggioramento dei rapporti con il sistema bancario. Ma meno soldi, significa anche ridotti investimenti e meno innovazione.  «La richiesta di maggiori garanzie, seguito dall'incremento di spese e commissioni bancarie e l'aumento di tassi di interesse passivi - analizza Paolo Ciotti, direttore provinciale Cna - sono le cause che hanno deteriorato il rapporto tra le piccolissime aziende ed il sistema creditizio». Il volume dei finanziamenti garantiti, secondo la confederazione, è diminuito nel primo semestre di circa il 14%.  «Le imprese - continua Ciotti - devono continuare a lottare da sole di fronte a questi soprusi? è la domanda degli artigiani. Lo stesso osservatorio sul credito, che avrebbe dovuto permettere al Prefetto di individuare eventuali criticità nell'accesso al credito per imprese e famiglie, cercando di comprenderne le cause e di informando direttamente la Regione, che fine ha fatto? Se infine consideriamo che il numero - in crescita - degli "sfiduciati" che hanno deciso, nonostante i grossi problemi di liquidità, di non ricorrere neppure all'aiuto di una banca - conclude ancora Ciotti - tutti i segnali sono estremamente preoccupanti». Come dimostra anche il lavoro svolto da Unioncamere Toscana, le misure sempre più restrittive imposte dalle banche, secondo Cna, rischiano di indurre molte imprese a ricorrere a forme creditizie irregolari: «Con il pericolo - ammette Ciotti - di un forte aumento dell'usura e delle attività estorsive».  Un altro effetto della crisi, quindi, che segna non solo i lavoratori ma anche le piccole e piccolissime imprese.

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