Il dolore
«Dragaggio dei fiumi per evitare tragedie»
Federico Ricci
I sindaci dei 27 comuni colpiti scrivono una lettera alle regioni
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AULLA. I sindaci prendono carta e penna e scrivono ai presidenti delle Regioni Liguria e Toscana Enrico Rossi. Il tema, ovviamente, è l' evento alluvionale del 25 ottobre. Sono ben 27 i primi cittadini tra Liguria e Toscana (delle zone colpite dagli eventi metereologici) cioè quelli ricadenti all'interno del bacino idrografico del fiume Magra che chiedono con forza «l'intervento dei presidenti regionali a nome degli abitanti che sono esasperati, arrabbiati e stanchi e solo attraverso scelte serie e condivise possiamo riuscire a dare respiro e speranza ad un territorio ferito ma con tante risorse e tanta voglia di crescere nel rispetto dei valori naturali e storici che lo ha sempre contraddistinto». «L'evento alluvionale verificatosi lo scorso 25 ottobre - scrivono i sindaci di Ameglia, Arcola, Aulla, Bagnone, Bolano Borghetto Vara, Brugnato, Calice al Cornoviglio, Comano, Filattiera Mori, Follo, La Spezia, Lerici, Licciana Nardi, Mulazzo, Pignone, Podenzana,, Pontremoli, Rocchetta Vara Santo Stefano di Magra, Sarzana, Sesta Godano Tresana, Varese Ligure, Vezzano Ligure, Villafranca in Lunigiana,Zeri - ha colpito duramente i territori delle regioni Liguria e Toscana ricadenti all'interno del bacino idrografico del fiume Magra mettendo in evidenza la fragilità e criticità dell'assetto idro-geologico ed idraulico-forestale dell'intero bacino. L'esame delle riprese aeree dei territori colpiti da tale evento e delle carte delle aree inondate e interessate da fenomeni franosi successivamente elaborate hanno evidenziato come sia urgente ed indifferibile aggiornare l'attuale Piano di Bacino sia per quanto riguarda l'individuazione di aree da sottoporre a salvaguardia sia per quanto riguarda gli interventi strutturali da programmare. I livelli idrografici raggiunti dal fiume in corso di evento, le zone allagate e l'impressionante quantità di materiale legnoso trascinato durante il passaggio dell'onda di piena ci obbligano ad una attenta riflessione su temi e modalità esecutive che fino ad oggi non sono state affrontate con necessaria convinzione e determinazione: rimozione dei sovralluvionamenti, dragaggi del fiume, manutenzione e controllo dell'assetto vegetazionale in alveo, sistemazione idraulico forestali degli affluenti e dei versanti montani, cura dei boschi etc etc. Si ritiene che tali temi debbano essere considerati non singolarmente ma in maniera sistemica e valutati a scala di bacino da tutte quelle amministrazioni che generano impatti diretti e indiretti sul territorio ed è per questo che chiediamo con forza l'apertura di un tavolo istituzionale da voi coordinato che affianchi l'Autorità di bacino al fine di individuare e condividere scenari futuri che consentano di far fronte alle continue emergenze cui siamo continuamente sottoposti e cercare di mitigare gli effetti negativi indotti dai cambiamenti climatici che hanno tropicalizzato il clima del nostro territorio in questi ultimi anni. Gli abitanti dei nostri comuni sono esasperati, arrabbiati e stanchi e solo attraverso scelte serie e condivise possiamo riuscire a dare respiro e speranza ad un territorio ferito».
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