Il Tirreno

Conad trasloca, Stefan a rischio

Gabriele Dini
Cartelli nelle vetrine dei negozi e Enrica Ricci
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Cartelli nelle vetrine dei negozi e Enrica Ricci

Danni e pericoli rivoluzionano il commercio, i negozianti: resisteremo

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 AULLA. Tutti assieme per rinascere. I negozianti riaprono le serrande e preparano la rinascita di Aulla. Ma molti di loro devono finanziare i primi lavori con le proprie tasche e hanno paura di non essere supportati, soprattutto dalle banche (solo due istituti, a quanto risulta, finora hanno siglato il protocollo d'intesa con la Regione sui finanziamenti agevolati alle imprese). Intanto dopo l'alluvione anche il commercio cittadino cambierà. La Conad verrà trasferita altrove per motivi di sicurezza. Mentre Stefan, che avrebbe subito quasi 4 milioni, chiede aiuti da parte delle istituzioni per poter riaprire al più presto e mantenere gli stessi livelli di occupazione: il negozio devastato dalla piena ha 18 dipendenti.  Tra sconti e preoccupazioni. «Stiamo cercando di ricostruire, ma abbiamo subito danni per 200mila euro ed è difficile far fronte a tutto con le proprie forze. E fornitori e operai vogliono anticipi per fornirci materiali e manodopera».  A parlare così, esprimendo le sensazioni di molti colleghi, è il titolare del bar Moma Nello Bongi mentre attende il suo turno di fronte all'ufficio aperto da Fidi Toscana in municipio. Al di là delle promesse di politica e banche su finanziamenti cassa integrazione e risarcimenti i negozianti che hanno riaperto già a poche giorni dall'alluvione (o che stanno provando a farlo) hanno usato denaro versato di tasca propria. E ora attendono con angoscia l'evoluzione della situazione.  Solo ieri mattina le persone che si sono presentate all'ufficio aperto dalla finanziaria della Regione sono state almeno una decina. Per ora la gentile dipendente di Fidi Toscana inviata sul posto può solo dare informazioni: prima di poter inviare la docmentazione sui danni bisogna attendere le decisioni di Governo e banche. E l'attesa per chi ha necessità di ripartire è snervante. Da Fidi Toscana ribadiscono comunque che sarà garantito il rimborso dell'80% fino a 1 milione di euro, con un tasso ribassato dello 0,50% rispetto a quelli previsti per la liquidità necessaria alla ricostruzione dopo calamità naturali.  L'incertezza regna. Per esempio il proprietario del Moma deve continuare a pagare gli stipendi dei dipendenti, in attesa che partano le procedure per la cassa integrazione in deroga.  Qualcun altro, come i proprietari di una ditta di elettronica, hanno perduto non solo macchinari. Ma anche tutta la memoria "contabile": computer, ordini e commesse, documenti importanti a fini fiscali. Al danno economico subìto, si aggiunge così anche il rischio di ritrovarsi nei guai col fisco.  Intanto per strada si leggono molti cartelli su negozi trasferiti in luoghi più "asciutti" (come nel condominio «La Piramide»). Nella vetrina del negozio Pellegri calzature spiacca un cartello che pubblicizza la vendita di scarpe Cat «alluvionate» a 70 euro. «Sono scarpe di qualità ripulite e già "invecchiate" - spiega Enrica Ricci - noi abbiamo già riaperto per far vedere che non ci arrendiamo e vogliamo ancora investire su Aulla». Parte del negozio è stata trasferita al condominio La Piramide, vicino alla farmacia. «Ci hanno prestato un fondo - spiega la titolare del negozio - così possiamo vendere le cose che non si sono rovinate». Su altre vetrine si pubblicizzano gli sconti del 20% decisi dal comitato dei negozianti dopo la riunione con l'assessore alle Attività Produttive Silvia Magnani.

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