Il Tirreno

Una rapina con troppi misteri

La paninoteca I gemelli è stata rapinata da due persone
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La paninoteca I gemelli è stata rapinata da due persone

Oltre ai soldi dalla paninoteca è sparito un oggetto

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 MASSA. Hanno portato via qualcosa di importante i due rapinatori che hanno colpito l'altra mattina nella paninoteca I gemelli di via Alcide De Gasperi. Gli inquirenti non rivelano cosa, ma si tratta di qualcosa di più importante dei soldi. Non di valore. Tanto da fare ipotizzare che la coppia di malviventi sia entrata nel locale con quell'obiettivo e abbia preso anche i soldi perché li ha trovati. L'incasso del fine settimana era nascosto, anzi per meglio dire, custodito, dentro un cassetto nella sala inferiore del locale. Non hanno neppure fatto troppa fatica per trovare il denaro, visto che è stata la mamma dei proprietari a dire ai due malviventi dov'era.  Ma nonostante siano andati a botta sicura, poi hanno messo sottosopra tutto: da qui l'ipotesi che cercassero dell'altro. Qualcosa che sapevano si trovava in quella paninoteca. Qui però non si riesce a capire cosa e soprattutto alla squadra mobile tengono le bocche cucite su altri oggetti spariti oltre alle banconote dell'incasso. Perché? Gli inquirenti comunque smentiscono si tratti di oggetti di valore.  C'è poi una stranezza che la scientifica ha notato appena arrivata in via De Gasperi: la porta della paninoteca non è stata scassinata. Il titolare, Andrea Mazzi, ha detto di averla lasciata aperta quando è uscito perché c'era la mamma e non serviva chiudere. Ma un accesso così facile avrebbe dovuto insospettire i malviventi oppure sapevano che la signora era lì e avevano programmato l'aggressione. Ipotesi questa che farebbe accrescere la pericolosità della coppia.  Gli uomini della mobile stanno verificando quanto detto dai titolari della paninoteca. Anche perché mamma e figlio erano in evidente stato di choc e ci sono dei particolari del loro racconto che devono essere chiariti. «Ci hanno portato via i cinquecento euro che avevamo messo da parte per pagare una cambiale. Stavo aspettando mio figlio andrea proprio per questo», ha detto la donna al nostro giornale. Poi il racconto della rapina: «Mi trovavo nella sala inferiore del locale e stavo mettendo apposto alcune cose, quando ho sentito dei passi dal piano di sopra. Sono salita perché pensavo fosse Andrea, ma appena ho fatto la prima rampa mi sono trovata di fronte quei due energumeni. Uno di loro mi ha afferrato per i capelli e mi ha spinta con forza dentro il bagno».

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