Sicurezza
Falsi appartamenti. E sullaccusa di lottizzazione: le unità immobiliare al catasto risultavano civili abitazioni
«Sapevano tutti che era un residence»
Chiara Sillicani
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PUBBLICO MINISTERO. Il sostituto Alberto Dello Iacono e a destra lingresso della Rta Tropicana Antonello Bertozzi si difende: ho informato io stesso gli acquirenti del vincolo alberghiero
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MASSA. Per l'accusa Antonello Bertozzi, noto commercialista 70enne, ha trasformato una struttura alberghiera, il Tropicana, in via Verdi, in unità abitative e non ha fatturato l'intera cifra incassata dalle vendite. Deve rispondere, quindi, di evasione fiscale e lottizzazione abusiva. Ieri, davanti al giudice Ermanno De Mattia, ha ricostruito la sua versione dei fatti. Per Bertozzi la lottizzazione non c'è: il catasto - questo il principale argomento - ha classificato in A2 (civile abitazione) il Tropicana. E chi ha comprato - spiega il commercialista - sapeva di acquistare un bene all'interno di una residenza turistico alberghiera. Bertozzi lo ha più volte ribadito al giudice Ermanno De Mattia: «Chi ha comprato era stato ben informato, sapeva di acquisire anche quote della Grta, la società costituita per la gestione unitaria della struttura». Lo sapeva perchè - ripete Antonello Bertozzi - «io stesso l'ho spiegato, ma le medesime spiegazioni sono state fornite dagli agenti immobiliari e dal notaio». Poi rafforza il concetto: «Gli acquirenti non erano persone scese dalla montagna, ma professionisti, imprenditori, laureati. Molti di loro, al momento del rogito, si sono fatti affiancare da specialisti per capire i vincoli». Perchè - così ha ricostruito Bertozzi - sul Tropicana di vincoli ce n'erano ben tre: «Uno generale (quello imposto dagli strumenti di pianificazione del Comune) e uno perenne, sorto dopo una dichiarazione unilaterale d'obbligo, con cui nel 1982 la società Tropicana si impegnava, con il sindaco di allora, a mantenere la destinazione alberghiera». A questo - ha ricordato Bertozzi - si sarebbe aggiunto un vincolo alberghiero decennale con la Regione: «Per fruire di agevolazioni per il risparmio energetico». Come pensare di tacere quei vincoli agli acquirenti? - questo il senso delle dichiarazioni di Bertozzi che rincara: «Alcuni hanno scelto le unità immobiliari del Tropicana proprio perchè legate ad una gestione alberghiera» che avrebbe garantito servizi (dal giardino alla piscina) sollevando da impegni i singoli proprietari». Bertozzi ricostruisce la storia del Tropicana, dal 1978 quando, albergo, subì i danni del tornado, alla richiesta di diventare hotel residence e, quindi, cambiata la normativa, rta. Poi - questa la ricostruzione - la crisi si fa sentire, calano le presenze e sorge l'ipotesi della vendita delle unità immobiliari accatastate come A2. Un accatastamento su cui lo stesso Bertozzi - così riferisce - avrebbe chiesto chiarimenti: «La classificazione in D (alberghi ndr) determinava meno spese per le imposte, ma il catasto mi spiegò di avere la sua autonomia in materia». Nasce, quindi, la società Grta che garantisce la gestione unitaria della struttura: chi compra un'unità immobiliare acquista anche quote di quella società. Una struttura alberghiera «con la reception aperta 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20, la possibilità di prenotare gli appartamenti, una società che si occupava di garantire servizi». Anche il tariffario con i costi - ha spiegato Bertozzi - era regolarmente affisso. Poche domande, solo puntualizzazioni, da parte del pubblico ministero, Alberto Dello Iacono che conta probabilmente di affidarsi agli atti depositati, tra cui le relazioni della guardia di finanza.
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