Sicurezza
Sos del commercio: il 50% delle imprese non si rialzerà
Fabrizio Palagi
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Due momenti dellincontro in Camera di commercio 3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. «Vogliamo salvare Aulla? Bene, allora mettiamola nell'Unesco». La battuta è stata detta da Gianni Carlotti durante l'incontro in Camera di commercio a cui hanno partecipato alcuni imprenditori lunigianesi e il presidente della Cciaa, Norberto Ricci. Una riunione guidata da Matteo Mastrini, consigliere comunale di Tresana, per avere notizie sugli aiuti promessi alle imprese danneggiate dall'alluvione del 25 ottobre, molte delle quali, come ribadito durante l'incontro, avranno notevolissime difficoltà per rimettersi in piedi. Il presidente Ricci, nel riferire che la Cciaa è e resterà accanto alle imprese, ha però affermato che i fondi di cui l'ente dispone sono troppo esigui per fare fronte alle tante richieste di sostegno economico necessarie al rilancio commerciale di Aulla, al contempo invitando gli imprenditori a consegnare l'attestazione dei danni subiti al Comune di Aulla, mediante gli appositi moduli. Allo stesso tempo, però, Ricci ha ricordato che, in questi casi, i vari passaggi burocratici impediranno un arrivo celere dei sostegni economici, invitando dunque i commercianti presenti a rimboccarsi le maniche. Gianni Carlotti, storico commerciante di abbigliamento, ha parlato un po' a nome di tutti, rimarcando che gran parte dei negozi di Aulla non saranno in grado di riaprire i battenti: «Un danno non solo per i singoli imprenditori - ha detto Carlotti - ma anche per l'indotto dato che, come nel mio caso, molte persone rischiano di perdere il lavoro. È vero che è stata attivata la cassa in deroga, ma alla lunga, se non riapriranno i negozi, di lavoro ce ne sarà ben poco. Noi abbiamo una dozzina di dipendenti e avuto danni per quasi un milione e mezzo: cifre che si commentano da sole». Gli fa eco l'ottico Stefano Varanini: «Danni per 200mila euro, tanto per dare un'idea base e con tutti gli strumenti da riacquistare. Sarà dura. Per fortuna Aulla è l'uniza zona della Toscana a essere stata colpita: spero che la Regione non ci dimentichi presto». Giorgio Benedetti assieme alla figlia Nicoletta ha un negozio di agraria: «Quasi 600mila euro di danni: l'azienda dà sostegno a 4 famiglie ma credo che d'ora in poi sarà dura per tutti». Piero Arcuri è titolare della nota autofficina meccanica in via Nazionale: «Siamo lì dal 1985: abbiamo un dipendente e danni per centomila euro. Sì, dobiamo farcela a rimetterci in piedi, ma ciò signbificherà ripartire da zero». Pierluigi Fiasella della omonima ditta di legnami: «Tre milioni di danni: tutto distrutto e 8 dipendenti più 4 famiglie con un futuro perlomeno buio». Roberto Lorenzelli: «Avevo un grosso centro di mobili con 6 dipendenti oltre a due famiglie. Nei giorni dopo l'alluvione avrei voluto morire dato che abbiamo danni per un milione e mezzo. Adesso dico che sono pronto a ripartire, ma non più ad Aulla dato che non abbiamo avuto il minimo riscontro, neppure a parole, da parte dell'amministrazione».
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