Il dolore
Magnani: non tocca a noi intervenire. lex-sindaco: casse di espansioni utili
«In pericolo ponti e strade»
Gabriele Dini
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La furia del Magra nel giorno dellalluvione L'allarme in una lettera inviata alla Provincia a settembre
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AULLA. Dopo l'alluvione arrivano le polemiche. Ora compare una lettera inviata dalla commissione Lavori puvbblici della Provincia che invita alla cautela per la presenza di alberi e altri materiali nel letto del Magra. «Potrebbero mettere in pericolo strade e ponti», si legge nel documento. E sulla vicenda delle casse di espansione mai costruite, interviene anche l'ex-sindaco di Aulla elviro Furia (che amministro la città a metà degli anni'80). La lettera. A due settimane dall'alluvione che ha colpito Aulla spunta la lettera datata 7 settembre, che la commissione lavori pubblici e difesa del suolo della provincia di Massa Carrara aveva scritto all'assessore competente Fabrizio Magnani per comunicare il «rischio concreto del crollo di ponti sui fiumi della Lunigiana e in particolare del Magra». Nella lettera si fa riferimento ad un soppralluogo della medesima commissione, partito proprio da Mulazzo e intorno agli argini dei fiumi della Lunigiana, con particolare attenzione per il Magra, in cui i consiglieri avevano notato addirittura dei boschi emergere dall'alveo. Con la lettera la commissione chiedeva l'immediata pulizia dell'alveo del Magra e un controllo degli argini dei fiumi, chiudendo con la frase «non si esclude il crollo dei ponti in caso di piena». «A questa lettera-conferma il consigliere della Lega Nord Cesare Micheloni membro della commissione provinciale- nessuno ha risposto e il nostro allarme lanciato è caduto nel vuoto». Pronta la replica del vice-presidente della Provincia Magnani, responsabile della Protezione civile. «Segnalazioni di questo tipo ne arrivano molte - spiega Magnani - ma non è compito nostro intervenire sul fiume. e purtroppo i fondi sono quelli che sono». «Le casse erano utili». Sulla vicenda dell'alluvione interviene anche l'ex-sindaco Elviro Furia. «Il Magra non aveva mai esondato in questa maniera - spiega Furia - e servono interventi per evitare altre tragedie. Bisogna assolutamente scavare il letto del fiume ed eliminare tutti gli alberi e gli ostacoli. nel 1983 si poteva scendere per 5 metri prima di arrivare al fiume: ora quello spazio è dimezzato». Furia spiega anche che le casse di espansione avrebbero potuto essere utili. «Ho vissuto per anni in Veneto - spiega - e là le casse di espansione sono molto utili. I problemi a Vicenza si sono creati solo dove ci sono state costruzioni abusive. Ma le casse avrebbero dovuto essere integrate in un sistema di canali ben funzionanti».
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