Sicurezza
Zubbani: Roma vuole privatizzare il più possibile
Destino di Amia in mano al consiglio comunale
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CARRARA. Il futuro del ramo di azienda di Amia legato all'igene pubblica è nelle mani del consiglio comunale dopo che alla riunione dell'Ato rifiuti Toscana Costa di venerdì scorso è stato confermato il crono-programma per la costituzione di una società unica per la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti per i 111 Comuni delle quattro province di costa: Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno. Il tentativo portato avanti dal sindaco Angelo Zubbani non ha portato gli effetti sperati: nessuna divisione tra raccolta e smaltimento; o si sta dentro con tutto oppure si deve dire «tante grazie ma facciamo da soli». Nessuna possibile mediazione. «Con l'attuale normativa il soggetto privato è obbligatorio - ha spiegato il primo cittadino - abbiamo davanti due possibilità: o entriamo nel nuovo soggetto oppure continuiamo con Amia che però da febbraio 2012 sarà obbligata ad avere un socio privato». Toccherà quindi al consiglio comunale stabilire nelle prossime settimane cosa conferire al nuovo soggetto unico per il trattamento dei rifiuti: in definitiva se conferire il ramo di azienda di Amia oppure no; mentre appare ovvia la scelta di conferire Cermec. Indicazioni più precise arriveranno con la legge di stabilità che sarà varata nei prossimi giorni dal Governo. «C'è poco da sperare le intenzioni da Roma sembrano andare nella direzione di privatizzare il possibile», chiosa Zubbani. Se Amia non venisse conferita - una soluzione possibile ma improbabile - sarebbe comunque costretta a cercare un partner privato perchè l'attuale normativa pone l'obbligo del soggetto privato per società in house con bilanci superiori a 900mila euro annui.
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