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Allarme "tappo" al fosso del Lavello

La discarica del Lavello
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La discarica del Lavello

La denuncia dei finiani: «Nessuno rimuove quella discarica»

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 CARRARA. Non solo maltempo, e non solo foce del Carrione - dove già nella giornata di venerdì è iniziata l'attività di scavo all'interno della Foce per abbassare l'alveo - ma ci sono anche altre situazioni potenziali a rischio.  Come quella che riguarda la sponda carrarese del fosso del Lavello, di cui parla in una nota David Chiappuella portavoce di Fli. «La foto che alleghiamo al comunicato - scrivono i finiani - scattata proprio questa mattina (ieri per chi legge, ndr), risulta emblematica dello stato di incuria in cui versa la sponda carrarese del fosso Lavello all'altezza del campo nomadi, trasformatasi in una vera e propria discarica che potrebbe provocare un pericoloso "effetto tappo" al libero scorrere delle acque, con conseguente pericolo di inondazione, simile all'ostruzione verificatasi nei giorni scorsi alla foce del Carrione, per la cui rimozione il sindaco di Carrara Angelo Zubbani si è rivolto alla Provincia per mezzo di un'ordinanza».  «L'immagine in questione, però - si fa notare nel comunicato - dimostra senza ombra di dubbio che le amministrazioni preposte non tentino nemmeno il minimo indispensabile per prevenire i cosiddetti disastri "naturali". Le autorità competenti, a quanto pare sembrano non aver saputo trarre una lezione adeguata da tragedie quali l'alluvione verificatasi a Carrara nel 2003, la frana avvenuta l'anno scorso a Lavacchio ed i nuovi disastri provocati dal maltempo appena pochi giorni fa in Liguria ed in Lunigiana, dimostrando di avere ben poco a cuore l'incolumità dei cittadini, soprattutto in un momento come questo in cui l'allerta dovrebbe essere la massima a causa delle abbondanti precipitazioni che in questi giorni sono tornate a flagellare il territorio. Questo è il modo in cui i nostri amministratori ritengono debba essere effettuata la manutenzione del Lavello, fosso che nel "Progetto di fattibilità degli interventi inerenti la rete idrografica dei corsi d'acqua di pianura", realizzato esattamente un anno fa dagli ingegneri Carlo Milani, Roberto Della Pina e Simone Tonarelli su incarico del Comune di Massa, viene dichiarato a grave rischio per via del fatto che non vi si eseguono dragaggi da anni e che con il passare del tempo vi si sono depositati abbondanti residui provenienti dalle lavorazioni del marmo e rifiuti di ogni genere. Se a tutto ciò aggiungiamo il problema della manutenzione delle tombature realizzate lungo questo corso d'acqua, troviamo ulteriore conferma che gli allagamenti possono verificarsi con facilità, mettendo a repentaglio le vite e le proprietà degli abitanti, come sta accadendo in questi giorni nei territori colpiti dall'alluvione», conclude David Chiappuella.

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