Il Tirreno

Una giornata con il cuore in gola

Aullesi osservano con ansia il livello dl Magra in attesa della fine dell’allerta meteo a destra il lavoro sugli argini
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Aullesi osservano con ansia il livello dl Magra in attesa della fine dell’allerta meteo a destra il lavoro sugli argini

Aulla e Pontremoli in ansia per l'allerta meteo

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 AULLA. La giornata della grande paura passa senza lasciare traccia: infatti di pioggia non ne è caduta se si eccettua una mezz'ora a tambur battente attorno alle 10. Risultato: il fango che si era trasformato in polvere è tornato liquido e limaccioso, provocando qualche problema di stabiltà ai passanti.  Durante la mattinata e il pomeriggio il cielo è stato grigio e minaccioso creando ansia alla popolazione. Ansia soltanto rimandata alla notte visto che proprio con il buio si attendevano le nuove copiose precipitazioni.  La mobilitazione, però, non è mancata e non poteva essere altrimenti visto il disastro del 25 ottobre scorso. In giro si potevono scorgere gommoni dei vigili del fuoco pronti a ogni evenienza, mentre le ruspe hanno agito ininterrottamente per rimuovere i residui da piazze e strade.  È proseguita anche la processione della gente verso i punti di distribuzione di cibo e bevande e già qualcuno polemizza: «ci va anche gente che non ha alcun diritto, ovvero persone che non sono state minimamente toccate dall'alluvione».  Stesso discorso per la distribuzone di telefonini e chiavette per navigare in Internet, nella postazione allestita all'ultimo piano del municipio.  Addirittura ci sarebbero state scene di litigio fra le persone in coda. Comunque la grande paura è stata solo rimandata e nella notte, c'è da scommetterci, in molti non avranno dormito sonni tranquilli, specialmente gli abitanti dei primi piani dei palazzi gravemente colpiti dalla furia dell'acqua del 25 ottobre.  Nella serata, oltre all'addensarsi di nuvole sempre più nere, ha cominciato ad alzarsi un vento che lasciava presagire poco di buono. E il pensiero di tutti andava a quanto accaduto a Genova.  Qui Pontremoli. Giornata nel complesso tranquilla con una pioggerella caduta nella mattinata che a tratti diventava acquazzone.  Tutto nella norma per i corsi d'acqua, lontani dal limite di guardia che in Pontremoli ha sempre coinciso con quello che, fino alla scorsa settimana, era il parcheggio abituale per la gente.  Ma il Gordana alle 10 faceva già paura: gonfio e marrone. Sugli argini c'erano i militari con le jeep verdi, i gommoni dei vigili del fuoco e le tute gialle della Protezione civile: chiazze di colore, disseminate lungo i margini dei torrenti, vicino ai ponti e nelle due piazze principali, che davano una sensazione comunque rassicurante.  La gente ha ascoltato gli avvisi dell'amministrazione comunale: poche persone per le strade, nei negozi, al supermercato che, per tutta la settimana, è stato preso d'assalto: «non si sa mai» si è pensato e si è fatto scorta per affrontare possibili e preannunciate catastrofi.  «Il peggio deve ancora venire» hanno pensato in tanti. All'ora di pranzo i telegiornali hanno mostrato i nuovi allagamenti di Genova e, purtroppo, le stesse immagini di strade allagate, tombini esplosi e auto bloccate e si è rivolto il pensiero ad amici e parenti che potevano trovarsi in quella zona.  E i bollettini meteo hanno rinnovato l'allarme per le ore successive. Solo con l'oscurità della sera e gli annunci delle morti avvenute in Liguria si è ricominciato a temere per il peggio: il breve pomeriggio è stato risparmiato dalle precipitazioni, ma con il buio, la voce dei fiumi è risuonata ancora più minacciosa.  Sarebbe passata, per tutti, una lunga notte a chiedersi cosa sta succedendo se, a ogni perturbazione sono possibili i rischi di danni e disastri che piccoli paesi, ma anche grandi città, non sanno come affrontare.  Una notte con le orecchie tese nel timore di altra pioggia.

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