La manifestazione
Poliambulatorio, tutto da rifare
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Silvia Barella spala il fango dal poliambulatorioOccorre una nuova sede dopo la distruzione causata dall'alluvione. Il presidente SdS: dovrà essere ricostruito in zona non esondabile e dare garanzie
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AULLA. Ipotesi di delocalizzazione per il poliambulatorio: lo afferma il presidente della Società della Salute, Riccardo Varese che sottolinea «distruzione e morte non hanno fermato il lavoro della SdS il cui impegno per la popolazione è rimasto massimo anche in momenti terribili per Aulla». Infatti, la SdS Lunigiana ha costituito una unità di crisi e non ha interrotto i servizi all'utenza, delocalizzandoli a Fivizzano, Pontremoli e Villafranca. «Nel fare questo - prosegue il presidente della SdS Lunigiana - abbiamo potuto contare sull'appoggio prezioso del direttore generale dell'Asl 1 di Massa Carrara, Maria Teresa De Lauretis, con la quale abbiamo mantenuto un costante filo diretto».
L'assistenza domiciliare, l'attività specialistica e i prelievi, quindi, sono stati garantiti ed attualmente un presidio sociale, sanitario e di guardia medica campeggia di fronte al municipio aullese, «ad attestazione ulteriore della presenza sul territorio della SdS Lunigiana e dell'Asl 1. Instancabile e fondamentale - aggiunge Varese - si è rivelato l'operato dell'unità di crisi della Società della Salute, in particolare del direttore Mario Guastalli, del dottor Amedeo Baldi, direttore Asc Lunigiana, della dottoressa Rosanna Vallelonga, dirigente servizi sociali SdS Lunigiana e del dottor Mario Vannucci, responsabile prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro, ognuno con le proprie competenze ed elevate professionalità.
A loro e alla giunta esecutiva della SdS Lunigiana vanno i miei più sentiti ringraziamenti per l'ottima gestione dell'emergenza». Un capitolo a parte, però, è quello relativo al poliambulatorio di Aulla, che ha subìto danni davvero ingenti, visto che ammontano a circa 800mila euro. Infatti sono diverse le ipotesi sul tavolo per quanto concerne il futuro del presidio distrettuale aullese, compresa una sua delocalizzazione. «Ovviamente è del tutto prematuro - conclude il presidente Varese - indicare ubicazioni in questo momento, ma dalla giunta esecutiva della SdS Lunigiana, riunitasi urgentemente per affrontare l'emergenza, è emersa questa possibilità. Di sicuro il poliambulatorio dovrà essere ubicato in una zona non esondabile e dotata delle più ampie garanzie di sicurezza; stesso discorso vale anche per le scuole, in modo da garantire - conclude il presidente SdS - la più totale incolumità ai nostri bambini e ai nostri ragazzi».
I danni dell'alluvione. Terribile la situazione del poliambulatorio: l'esondazione del Magra ha scaraventato un mare di fango nei locali a piano terra dell'edificio sanitario aullese. «Tutto è andato distrutto - aveva detto l'affranta referente del front office, Silvia Barella, mentre spalava acqua e melma da ciò che resta della struttura - sia a livello di strumentazione che di archivio. Per la salvaguardia della privacy abbiamo raccolto i resti dei documenti e cartelle sanitarie custodite nell'archivio e, dopo aver messo il tutto in sacchi di plastica, attendiamo ora che l'Asl di Firenze mandi qualcuno a prelevare il materiale. Qui non si è salvato niente dalla furia dell'acqua, compreso il parco macchine, forte di ben 22 mezzi, tutti portati via dalla piena e, non ultimi, i molti strumenti di cui il poliambulatorio era dotato».
L'assistenza domiciliare, l'attività specialistica e i prelievi, quindi, sono stati garantiti ed attualmente un presidio sociale, sanitario e di guardia medica campeggia di fronte al municipio aullese, «ad attestazione ulteriore della presenza sul territorio della SdS Lunigiana e dell'Asl 1. Instancabile e fondamentale - aggiunge Varese - si è rivelato l'operato dell'unità di crisi della Società della Salute, in particolare del direttore Mario Guastalli, del dottor Amedeo Baldi, direttore Asc Lunigiana, della dottoressa Rosanna Vallelonga, dirigente servizi sociali SdS Lunigiana e del dottor Mario Vannucci, responsabile prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro, ognuno con le proprie competenze ed elevate professionalità.
A loro e alla giunta esecutiva della SdS Lunigiana vanno i miei più sentiti ringraziamenti per l'ottima gestione dell'emergenza». Un capitolo a parte, però, è quello relativo al poliambulatorio di Aulla, che ha subìto danni davvero ingenti, visto che ammontano a circa 800mila euro. Infatti sono diverse le ipotesi sul tavolo per quanto concerne il futuro del presidio distrettuale aullese, compresa una sua delocalizzazione. «Ovviamente è del tutto prematuro - conclude il presidente Varese - indicare ubicazioni in questo momento, ma dalla giunta esecutiva della SdS Lunigiana, riunitasi urgentemente per affrontare l'emergenza, è emersa questa possibilità. Di sicuro il poliambulatorio dovrà essere ubicato in una zona non esondabile e dotata delle più ampie garanzie di sicurezza; stesso discorso vale anche per le scuole, in modo da garantire - conclude il presidente SdS - la più totale incolumità ai nostri bambini e ai nostri ragazzi».
I danni dell'alluvione. Terribile la situazione del poliambulatorio: l'esondazione del Magra ha scaraventato un mare di fango nei locali a piano terra dell'edificio sanitario aullese. «Tutto è andato distrutto - aveva detto l'affranta referente del front office, Silvia Barella, mentre spalava acqua e melma da ciò che resta della struttura - sia a livello di strumentazione che di archivio. Per la salvaguardia della privacy abbiamo raccolto i resti dei documenti e cartelle sanitarie custodite nell'archivio e, dopo aver messo il tutto in sacchi di plastica, attendiamo ora che l'Asl di Firenze mandi qualcuno a prelevare il materiale. Qui non si è salvato niente dalla furia dell'acqua, compreso il parco macchine, forte di ben 22 mezzi, tutti portati via dalla piena e, non ultimi, i molti strumenti di cui il poliambulatorio era dotato».
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