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PARTO IN AMBULANZA
Pdl: riaprire il punto nascita è ora una priorità
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La struttura sanitaria aullese come si presentava prima dello straripamento del Magra 2 MINUTI DI LETTURA
PONTREMOLI. «Adesso basta, riapriamo il punto nascite prima che sia troppo tardi», così Jacopo Ferri, Manuel Buttini e Renzo Martelloni (Pdl) nella nota relativa al parto avvenuto in ambulanza nel tragitto Pontremoli-Massa. «Siamo nel novembre 2011, eppure in Toscana puó ancora succedere che un parto avvenga per strada, durante la corsa di un'ambulanza tra l'ospedale di Pontremoli e quello di Montepepe - scrivono i tre - succederà ancora, chissà come, quando e con quali effetti. Ma quello che è grave è che sia successo e che possa succedere di nuovo non per una qualche emergenza imprevedibile, ma per una precisa scelta di chi governa la nostra sanità. Questo non è accettabile. La protesta contro la chiusura del punto nascite, lo si è detto piú volte ed è giusto ribadirlo oggi, era tutt'altro che strumentale. La Regione e l'Asl hanno fatto finta di niente, sono andati dritti per la loro strada, sbagliata nella forma e nella sostanza. Hanno costretto i cittadini a rivolgersi al Tar, poi, per evitare ordinanze dell'autoritá giudiziaria che stoppassero sin da subito la loro azione, si sono affrettati a chiudere il reparto, lasciando di punto in bianco gli operatori in balìa di procedure per seguire le partorienti a dir poco lacunose. Adesso i vari Rossi, Scaramuccia, De Lauretis e Migliorini abbiano un rigurgito di buon senso sull'organizzazione sanitaria: vedano di non passare alla storia, oltre che per il buco Asl anche per aver determinato una assurda situazione di difficoltà per un territorio montano, chiudendo un punto nascite che funzionava e che Rossi stesso aveva promesso che sarebbe rimasto aperto. Quest'ultimo campanello d'allarme si aggiunge ai tanti altri già suonati e finora ignorati».
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