Il dolore
Il settore benessere più forte della crisi
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Gianfranco Oligeri Indagine Confartigianato, centri estetici reggono grazie anche all'aggiornamento
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CARRARA. Aggrappati con le unghie. È un po' la sintesi di quanto accade in un periodo di crisi nel mercato del benessere, qualificato dalla recente indagine di Confartigianato, presentata ieri mattina. L'indagine è stata presentata dal segretario generale Gianfranco Oligeri, e dal funzionario Attilio Papini, e dipinge il «settore in evoluzione». «Infatti - ha spiegato Papini - la regolamentazione regionale del 2007 ha imposto un cambiamento importante, imponendo una professionalizzazione certificata presso enti riconosciuti, come la Confartigianato che, da tempo, organizza appositi corsi». Per le estetiste, vi sarà tempo fino al 2015 per qualificarsi. A detta della responsabile della formazione dell'associazione di Carrara, Silvia Sermattei, quello della cura del sè «è una voce importante dell'economia locale, dilagante nelle richieste fra i giovani e sebbene interessato dalla crisi, lo è meno di altre attività». Non tutto è positivo tuttavia: piuttosto, l'attività «benessere» (che comprende un'ampia cerchia di esercizi, quali acconciatori, centri estetici, fitness e sport, tatuatori, fisioterapisti, unghie etc..) presenta luci ed ombre. Gestite, perlopiù, da persone sotto i 45 anni di età, con un eguaglianza sostanziale di genere, le 193 imprese sentite da Confartigianato nascono, principalmente, per il desiderio di avere un'attività autonoma (44% dei casi), ma anche per la mancanza di reali alternative di lavoro (38% dei casi) o per aver proseguito l'attività di famiglia (30% dei casi). Con una clientela fissa locale (48% del totale) quale fonte principale di entrata, le diverse aziende hanno riscontrato un calo alla fine del 2011 nel 48% del totale, principalmente per motivi legati alla crisi economica. Il 62% degli intervistati si è detto soddisfatto dei risultati raggiunti ed attesta la frequentazione di corsi di specializzazione/formazione nel 75% del totale, tenuti sia da fornitori produttori sia da associazioni di categoria. L.M.
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