Il Tirreno

«Colaninno non porti via il cantiere Intermarine»

L’azienda Intermarine a Sarzana danneggiata dalla piena del fiume Magra
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L’azienda Intermarine a Sarzana danneggiata dalla piena del fiume Magra

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SARZANA. «Intermarine non se ne deve andare. E' un cantiere che ha una storia ultra decennale che dà lavoro a centinaia di persone. Un marchio di riconoscibilità del nostro territorio che fa il giro del mondo. Un patrimonio di tecnologia, innovazione, cultura industriale che non dobbiamo disperdere», lo dice Massimo Caleo sindaco di Sarzana, dopo le dichiarazioni di Roberto Colaninno che ha illustrato tutte le difficoltà dell'azienda di fronte alle alluvioni e alle piene del Magra. «Tre anni fa - dicorda Caleo - l'amministrazione comunale ha approvato un progetto di consolidamento dell'impresa con un voto unanime del consiglio comunale. Con quel gesto si ribadiva la centralità dello stabilimento per tutta la Val di Magra con un'ipotesi di incremento occupazionale.

Pensare oggi di dover trasferire l'attività altrove è un'eventualità che non voglio nemmeno prendere in considerazione. Nell'arsenale di La Spezia potrà andare, come peraltro già avviene attualmente in un'area in concessione nel golfo, parte dell'allestimento delle imbarcazioni, ma a Sarzana dovrà rimanere tutto il resto. Ho voluto con determinazione che il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, fosse presente al varo del cacciamine finlandese per evidenziargli le potenzialità del cantiere e nello stesso tempo fargli capire le opere indispensabili, non solo per il cantiere Intermarine ma anche per tutte le altre attività che insistono sul fiume, oltreché naturalmente per la popolazione. I livelli idrografici raggiunti dal fiume in corso di evento, le zone allagate e l'impressionante quantità di materiale legnoso trascinato durante il passaggio dell'onda di piena ci obbligano ad un'attenta riflessione su temi e modalità esecutive che fino ad oggi non sono state affrontate con necessaria convinzione e determinazione: rimozione dei sovraalluvionamenti, dragaggi del tratto terminale del fiume, manutenzione e controllo della vegetazione fluviale, sistemazione idraulico-forestale degli affluenti dei versanti montani, casse di espansione, cura dei boschi e altro ancora.

Tutti questi elementi - continua Caleo - devono essere trattati in maniera sistemica e bisogna farlo subito. E lavorerò con gli altri colleghi sindaci, alle imprese e ai cittadini perché tutto questo possa avvenire».  «Vorrei infine - conclude Caleo - invitare il presidente Colaninno, nonostante abbia ragioni da vendere, a credere ancora nelle potenzialità di questo territorio, che tanto ha dato alla sua azienda ed ancora è disposto a profondere tutte le energie possibili per tenersi stretto questo importante e strategico presidio industriale».  Mentre il sindaco di Sarzana faceva il suo appello a Colaninno, quello di Ameglia scrutava il cielo. Per la situzione di emergenza dei borghi lungo il fiume Magra. Perché con tanta paura è stata vissuta ieri pomeriggio la giornata dagli bitanti del litorale della Val di magra (in particolare di Bocca di Magra e Fiumaretta) dopo il susseguirsi delle drammatiche notizie provenienti da Genova. E' stata una giornata di attesa per le forti piogge previste (l'allerta 2) e quindi per la possibile piena del fiume.

Ma ancora ieri sera alle 19 dai volontari della protezione civile di Ameglia le notizie erano buone: fiume che reggeva bene, poche piogge, solo una forte mareggiata che stava scuotendo le imbarcazioni del porticciolo di Bocca di Magra e il litorale tra Marinella e Fiumaretta. Ma situazione sotto controllo seppure con l'attenzione al massimo per le previsioni che ancora erano piuttosto brutte. I volontari hanno preparato migliaia di sacchi di sabbia anche per le altre zone della provincia.

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