Il Tirreno

Scontro azienda e dipendenti sull'orario

<b>AL LAVORO.</b> Operatore in azione per svuotare i cassonetti in una foto di repertorio
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AL LAVORO. Operatore in azione per svuotare i cassonetti in una foto di repertorio

Una circolare minaccia sanzioni. Il sindacato: sentiremo un legale

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 MASSA. La questione Asmiu si complica.: mancano soldi - così almeno sostiene l'azienda - si tagliano servizi e i primi a rimetterci sono cittadini e lavoratori. Addio maggiorazione per i festivi e le domeniche, sospeso il premio di produzione. Insomma congelato quello che si definisce salario accessorio.  I rapporti tra azienda e lavoratori - a quanto pare - sono tesi da un po'. Almeno da quando, qualche giorno fa, sulla bacheca dell'azienda è comparsa una circolare che - con toni decisi - richiama al rispetto dell'orario chiedendo di dipendenti di rientrare in sede non prima di 10 minuti dalla fine del turno. Insomma, un invito a rimanere in strada, al lavoro, più a lungo. Il presidente Carlo Paolini conferma e spiega che quella circolare è scattata «per una cattiva prassi - così la definisce - a rientrare prima». E - la circolare lo chiarisce - chi non rispetta quanto prescritto rischia sanzioni e addirittura trattenute sullo stipendio.  Ma le cose, viste con gli occhi dei lavoratori, non stanno proprio così. Dino Bellè, dipendente Asmiu e rappresentante sindacale per la Cisl, chiarisce che chi guida il camion, per conto della società, è chiamato a rispettare gli «obblighi del conducente». E fa un esempio: il controllo dell'olio motore.  Ma se deve rientrare alla sede 10 minuti prima della fine del turno - continua il sindacalista - fare i controlli diventa difficile e «in caso di qualsiasi problema di chi è la responsabilità? Noi siamo sempre rientrati a fine servizio e in sede ci prendevamo solo il tempo per effettuare i controlli previsti». Una circolare, dunque, che mette in moto la reazione dei lavoratori: «Vogliamo parlarne con un legale». Perchè adesso, chi rientra fa in tempo - parola dei dipendenti - solo a parcheggiare il camion e non ce la fa ad eseguire tutti i controlli sul mezzo.  Insomma, i punti di vista sono bene diversi, certo è che tra azienda e lavoratori in questo momento davvero non corre buon sangue. C.S.

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