Sicurezza
Penne Nere al lavoro nel fango
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Aldo Forciniti alla guida della mini ruspa preferita al fucile per la caccia al cinghiale L'Associazione nazionale alpini risponde presente
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AULLA. «Siamo da sempre in prima linea, con le Penne Nere nel fango e con tanto lavoro da fare, laddove c'è necessità, ma col cuore leggero perchè sappiamo di aiutare chi ne ha bisogno». L'alpino è di mezza età e quindi da un bel pezzo ha firnato il foglio di congedo dall'Esercito dove, da giovane, ha prestato servizio di leva. Ma quelle stellette con mostrine verdi sul bavero della giubba e quella penna sul berretto, proprio non le ha dimenticate. Anzi, da esse non si è mai staccato, di fatto facente parte dell'Associazione nazionale alpini. Ottorino Del Frate è iscritto alla sezione Ana di Carrara, terra che da generazioni offre personale all'Ana. Assieme ad altri colleghi è salito in Lunigiana per distribuire pasti caldi a chi ne ha bosogno, sfollati e volontari in primis. Sui sedili posteriori di un piccolo fuoristrada dell'associazione Alpini ha caricato 15 pasti, pronti per essere consumati nella mensa allestita in piazza della vecchia stazione ferroviaria. «Ma questo è solo un viaggio - dice Del Frate - che si aggiunge a quelli fatti e a quelli che verranno. Questa gente ha bisogno di piatti caldi dato che da giorni vive in estremo disagio o alle soglie della disperazione». «Noi Alpini siamo qui e faremo quanto possibile - dice un'altra Penna Nera che desidere restare anonima - come sempre siamo accanto alla popolazione, pronti a rispondere alle emergenze. Bisognerebbe ricordare il nome di tutti noi, ma siamo davvero tanti e quindi menzionarne solo alcuni non mi pare giusto». Il gruppo della Protezione dicile degli alipini della sezionbe Alpi Apuane di Massa Carrara è intervenuto dopo l'alluvione del 25 ottobre, tra i primissimi volontari, con la cucina da campo: la sera stessa ha sfornto 180 pasti urgenti. La cucina di campo è in grado di sfornare 300 pasti giorno e sera e il gruppo alpino di Protezione civile, dispone anche di 4 tende da campo con 50 tavoli con panche per mettere a pranzo 400 persone. Ha anche un fuoristrada acquistato con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Carrara. Tante le storie che si incrociano nella città tanto duramente colpita dall'inondazione. Fra queste c'è quella di Alessandra Mori totolare della cartolibreria omonima, in via Resistenza, punto di riferimento di studenti di tutte le età: «Non c'è rimasto niente - dice sconsolata - ma tenteremo di ricominciare. Qui avevamo tutto, magazzino compreso e quindi c'è da comprare ogni cosa. Per me è stata una mazzata doppia dato che, essendo lontana da Aulla per qualche giorno, i miei non mi avevano detto subito la verità. Così, al rientro, ho avuto il tremendo impatto di vedere questo sfacelo. Adesso non ho niente da fare dato che la mia famiglia ha già ripulito tutti i locali del negozio. Magari posso mettermi a disposizione degli altri, in attesa della ricostruzione». Dalla caccia al fango. Tra i tanti che stanno lavorando nel vasto seminterrato dove esisteva la Conad di via Lunigiana, c'è anche Aldo Forciniti, imprenditore edile di Bagnone. Aldo fa parte della squadra di caccia al cinghiale numero 13 che annovera una sessantina di fucili. «In questi giorni avevamo in programma una battuta al cinghiale - racconta mentre è alla guida di una piccola ruspa - ma, tutti d'accordo, abbiamo preferito lasciare la doppietta per impugnare pale e badili. Perciò siamo tutti qua e io, avendo a disposizione, grazie al mio lavoro, mezzi e materiali, ho fornito ciò che serviva». E di mezzi e di lavoro umano, il fantasma del supermercato Conad davvero ne ha bisogno dato che è stato copletamente sommerso da quattro metri di acqua e fango. CasaPound Italia. Giorni di mobilitazione per CasaPound Italia nelle zone colpite dall'alluvione. I volontari toscani e liguri de "La Salamandra", il gruppo di protezione civile di Cpi, che si alternano in turni di venti persone, d'accordo con la popolazione e gli altri volontari, hanno deciso di dedicarsi alla pulizia di una scuola elementare. «Stiamo iniziando a muoverci ponendoci obiettivi precisi - spiega il responsabile toscano de La Salamandra, Lorenzo Berti - Dopo aver capito come muoverci e valutato la possibilità di contribuire nel modo più efficiente, abbiamo deciso di impiegare i nostri venti ragazzi nella pulizia di un edificio pubblico di primaria importanza, come una scuola elementare. D'accordo con altri volontari presenti nel centro di Aulla, ci siamo incaricati di ripulire la "Roberto Micheloni" di piazza Garibaldi, duramente colpita come quasi tutti gli edifici qui intorno ci stiamo dedicando alla pulizia della mensa e della palestra, e dopo aver spostato all'esterno gli arredi come mobili, sedie, frigo ecc. per farli caricare dai camion che costantemente giungono qui, stiamo iniziando a ripulire dal fango e dalla melma gli interni e le pavimentazioni. Se riusciremo a terminare presto il lavoro, domani ci dedicheremo a un altro edificio pubblico». Fabrizio Palagi Altri servizi a pag. 11
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